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La mastoplastica additiva: la soluzione per il seno troppo piccolo o svuotato

Il seno nella donna è da sempre simbolo di femminilità. Un seno proporzionato alla propria statura fisica conferisce armonia all’intero corpo. Purtroppo non sempre le dimensioni delle mammelle sono naturalmente adeguate alla propria statura fisica. Molte donne vivono con disagio un seno costituzionalmente troppo piccolo, altre invece hanno perso volume e tono dopo cure dimagranti o dopo un lungo allattamento che ha lasciato il seno svuotato. Altre ancora, invece, hanno dovuto affrontare una mastectomia a seguito di un tumore.

Tutte, in qualche modo, vivono con un disagio psicologico questa situazione cercando il giusto reggiseno per colmare lo scarso volume o la totale assenza delle mammelle. Per molte la ricerca del giusto abbigliamento che simuli il volume delle mammelle desiderate con imbottiture o push-up è una costante. Nell’intimità però non esistono trucchi e per alcune il disaggio è tale da comprometterne l’autostima.

Seno troppo piccolo o svuotato, cosa fare?

Intervento al seno per tumore, dopo una mastectomiaLa soluzione ideale è quella di ricorrere alla chirurgia. Durante la visita, il chirurgo plastico valuterà sotto vari aspetti il problema che presenta la paziente. Dopo un attento esame e un approfondito colloquio, verrà scelta la grandezza e la forma delle protesi mammarie tenendo conto di diversi fattori quali:

  • la struttura fisica,
  • il peso,
  • la distribuzione del grasso corporeo,
  • l’età,
  • il tipo di vita che svolge la paziente (ad es. svolgere sport a livello agonistico).

Spesso nelle pazienti con una scarsa copertura mammaria, vale a dire con poco grasso nella regione delle mammelle, potrebbe essere indicata l’integrazione del lipofilling alla mastoplastica additiva. E’ grazie al lipofilling, infatti, che si può ottenere un risultato più armonioso e naturale attraverso una migliore copertura delle protesi mammarie stesse.

Nel caso la paziente presentasse un seno svuotato e con eccesso di pelle, potrebbe essere necessario integrare alla mastoplastica additiva anche l’intervento di mastopessi, ovvero il lifting del seno.

Quali requisiti deve avere la paziente che desidera sottoporsi alla mastoplastica additiva?

I requisiti ideali per sottoporsi all’intervento di mastoplastica additiva sono:

  • un buono stato di salute;
  • un seno piccolo/svuotato;
  • una adeguata età anagrafica (si deve aver completato lo sviluppo fisico);
  • un sufficiente equilibrio psicologico;
  • se reduci da patologia oncologica, si deve aver terminato i cicli di radioterapia e di chemioterapia;
  • le giuste motivazioni, che siano soprattutto personali e non di altri.

Se la paziente risulterà idonea all’intervento di mastoplastica additiva, il chirurgo plastico prescriverà degli esami clinici e strumentali e uno screening del seno al fine di confermare il buono stato di salute. In genere l’intervento si esegue in regime di day-hospital.

Il post-operatorio nell’intervento di mastoplastica additiva

Dopo l’intervento di mastoplastica additiva verrà praticato un bendaggio e verrà consigliato un reggiseno contenitivo adeguato al post-operatorio. Il tempo di recupero è di 10 giorni nei quali la paziente dovrà stare a riposo e non dovrà fare sforzi né sollevare pesi. Si raccomanda un periodo di 30 giorni di riposo dall’attività fisica. La paziente verrà inoltre informata sulla gestione delle cicatrici e dell’edema post-operatorio.

Il costo dell’intervento di mastoplastica additiva verrà stabilito dal chirurgo plastico solo dopo una visita accurata. Raccomandiamo, come per qualsiasi altra procedura chirurgica, di rivolgersi a un chirurgo plastico dalla comprovata professionalità ed esperienza.

 


Crediti immagini: wayhomestudio, valuavitaly

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Allarmismi infondati sulle protesi mammarie

Da qualche tempo si stanno diffondendo sul web (e non solo) delle notizie non veritiere riguardo i pericoli connessi con l’utilizzo di alcuni tipi di protesi mammarie.  Dai dati oggi in possesso a livello mondiale, possiamo dire che esiste una correlazione tra protesi mammarie testurizzate e l’insorgenza di un tipo di linfoma BIA-ALCL  la cui prognosi, se trattato precocemente ed in modo adeguato, è particolarmente favorevole.

Attualmente  l’incidenza può essere al momento confermata in 2.8 casi su 100.000 che, sia pur NON trascurabile, non giustificherebbe in alcun modo un espianto incondizionato a tutte le donne portatrici di protesi mammarie,  perché il rischio operatorio di un qualsiasi evento avverso generico durante l’intervento di rimozione protesica   sarebbe di gran lunga superiore.

Le donne portatrici di protesi testurizzate ed in particolare di quelle prodotte dalla ditta “Allergan” NON  devono essere richiamate, né  essere sottoposte ad interventi di espianto.  E’ doveroso invece che tutte le donne portatrici di protesi mammarie, di qualsiasi ditta produttrice, si  sottopongano ai regolari controlli di follow-up indicati dal proprio medico ed in particolare dal chirurgo plastico che le ha impiantate,  con cadenza variabile in base alla specifica condizione clinica. Qualora necessario, sarà il  chirurgo a indirizzare il paziente verso specifici approfondimenti diagnostici.

Al di là degli allarmismi e delle decisioni prese dal governo francese,  vi invito a leggere  questo comunicato dove viene espressa la posizione del ministro della Salute e quella delle 2 Società scientifiche AICPE e SICPRE.

 

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