Ripresa delle attività dello studio del Dott. Bernardi

Come di certo saprete, negli ultimi due mesi abbiamo sospeso la nostra attività clinica elettiva, sia ambulatoriale che operatoria, limitandoci a visite e interventi non differibili.

Lunedi 4 Maggio inizierà ufficialmente la fase 2 e per noi significherà la ripresa dell’attività professionale che avverrà in piena armonia con le nuove normative di sorveglianza sanitaria e con la massima attenzione a rispettare i protocolli di sicurezza che l’AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) ha messo a punto.

Per contatti o maggiori informazioni, visitare il sito dello studio.

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AICPE – Lettera ai pazienti

Cari Pazienti
sono passate poche settimane dall’ultima volta che ci siamo visti ma sembrano anni: tutto è improvvisamente cambiato. Dovremo mantenere le distanze e proteggerci con mascherine e guanti e altri dispositivi di sicurezza: uno stile di vita che non avremmo mai immaginato di dover affrontare.

Probabilmente tra pochi giorni avremo la possibilità di rivederci, ma, per la vostra e la nostra sicurezza, le modalità dei nostri incontri non potranno essere le stesse.

Con questa lettera vorremmo informarvi su quelle che saranno le precauzioni che intendiamo mettere in atto per fare in modo che questo studio resti il luogo sicuro che sempre è stato.

La prima precauzione: verrete contattati telefonicamente prima di ogni visita, e i nostri collaboratori vi faranno una serie di domande, atte a stabilire se ci siano le condizioni per una visita in sicurezza e se siano necessarie ulteriori cautele: rispondete tranquillamente a queste semplici domande, perché abbiamo seriamente a cuore la salute di chi si affida a noi. Se non ci saranno problemi, avremo finalmente il piacere di rivederci.

Il giorno della visita, vi preghiamo di venire muniti di mascherina e guanti, in caso contrario avremo cura di fornirvele al vostro arrivo.

Vi raccomandiamo il massimo rispetto degli orari degli appuntamenti. Questo ci consentirà di evitare sovrapposizioni ed assembramenti nella sala di attesa che potrà ospitare meno pazienti del solito per le necessità di distanziamento sociale.

Qualora foste accompagnati, vi preghiamo di far attendere l’accompagnatore in macchina: non è scortesia, è un gesto di pura cautela a vantaggio vostro e di chi verrà dopo di voi, pensato per evitare che all’interno delle nostre strutture ci possa essere qualunque forma di assembramento di persone e quindi una possibile contaminazione.
Al momento dell’ingresso in studio sarete accolti da una nostra collaboratrice munita di protezioni: è strano, lo sappiamo, ma la salute vostra e dei nostri collaboratori è al centro della nostra attenzione.

Vi verrà richiesto di compilare un modulo di autocertificazione, onde confermare quanto comunicato durante il triage telefonico. I nostri studi e ambulatori verranno accuratamente sanificati: queste procedure ci garantiscono di potervi accogliere e di poter effettuare il nostro lavoro anche in un momento delicato come la pandemia che stiamo vivendo, sempre con professionalità e in sicurezza.

Sarete invitati a utilizzare uno spray o un gel disinfettante anche sopra i guanti che avrete diligentemente indossato.

Una volta raggiunto lo studio per iniziare la visita noterete che anche il vostro medico sarà munito di dispositivi protettivi. Se il nostro incontro sarà dovuto a una visita informativa, dopo questi passaggi potremo chiacchierare come sempre, con il rispetto delle distanze di sicurezza richieste.

Se dovrete effettuare una visita od un trattamento non chirurgico dovremo fornirvi dei presidi di vestiario monouso da indossare e mantenere per tutta la durata dei trattamenti.

Se invece dovrete essere sottoposti ad un intervento chirurgico gli accorgimenti non saranno diversi da quelli abitualmente adottati. Il lettino dove effettuerete il trattamento verrà disinfettato con prodotti specifici dopo ogni procedura.

Tutto questo vi appare strano? Grottesco? Anormale? Forse si. Sembra anche a noi.

Ma anche se probabilmente eccessiva, per un po’ ci dovremo abituare a questa nuova modalità.
Perché la vostra salute è anche la nostra e quella di tutti, ed è nostra precisa scelta professionale fare il nostro lavoro e darvi il servizio richiesto, nelle migliori condizioni di sicurezza possibile.

Aiutateci ad esserti utili come prima: il nostro impegno è il massimo e teniamo oltre che al vostro aspetto, soprattutto alla vostra salute. Grazie.

A presto.

I Chirurghi Plastici Soci di AICPE
Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica

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Chirurgia Plastica Umanitaria

Duemilaventi, Anno nuovo: continua il progetto AICPE onlus di Chirurgia Plastica Umanitaria. Il 19 gennaio partiremo per la prima delle 3 missioni programmate nel 2020 presso l’Hopital St Jean de Dieu ad Afagnan, in Togo. Insieme a me, altri quattro volontari, due colleghe e due infermieri. Come al solito sarà una settimana intensa di lavoro (sala operatoria, reparto e ambulatorio), con molti malati che ci stanno già aspettando.. E poi faremo anche formazione, particolarmente richiesta dal personale locale, medico ed infermieristico. Sono 13 anni che faccio missioni umanitarie (più di 20 in totale), eppure ho sempre la sensazione di vivere situazioni nuove , perchè ogni missione ha una sua unicità in termini di nuove esperienze lavorative, emozionali ed affettive.

Dr, Claudio Bernardi

Allarmismi infondati sulle protesi mammarie

Da qualche tempo si stanno diffondendo sul web (e non solo) delle notizie non veritiere riguardo i pericoli connessi con l’utilizzo di alcuni tipi di protesi mammarie.  Dai dati oggi in possesso a livello mondiale, possiamo dire che esiste una correlazione tra protesi mammarie testurizzate e l’insorgenza di un tipo di linfoma BIA-ALCL  la cui prognosi, se trattato precocemente ed in modo adeguato, è particolarmente favorevole.

Attualmente  l’incidenza può essere al momento confermata in 2.8 casi su 100.000 che, sia pur NON trascurabile, non giustificherebbe in alcun modo un espianto incondizionato a tutte le donne portatrici di protesi mammarie,  perché il rischio operatorio di un qualsiasi evento avverso generico durante l’intervento di rimozione protesica   sarebbe di gran lunga superiore.

Le donne portatrici di protesi testurizzate ed in particolare di quelle prodotte dalla ditta “Allergan” NON  devono essere richiamate, né  essere sottoposte ad interventi di espianto.  E’ doveroso invece che tutte le donne portatrici di protesi mammarie, di qualsiasi ditta produttrice, si  sottopongano ai regolari controlli di follow-up indicati dal proprio medico ed in particolare dal chirurgo plastico che le ha impiantate,  con cadenza variabile in base alla specifica condizione clinica. Qualora necessario, sarà il  chirurgo a indirizzare il paziente verso specifici approfondimenti diagnostici.

Al di là degli allarmismi e delle decisioni prese dal governo francese,  vi invito a leggere  questo comunicato dove viene espressa la posizione del ministro della Salute e quella delle 2 Società scientifiche AICPE e SICPRE.

 

Chirurgia Plastica Estetica e Medicina Estetica nel Sud Italia

Continua la collaborazione  del dott. Claudio Bernardi con la Casa di Cura “Villa Maria” – Mirabella Eclano (AV).  Prossima data di interventi e visite sarà venerdì 24 febbraio. Per informazione appuntamenti: 366 722 35 12.

Lifting Cervico facciale: La prima volta (come prevenire ed evitare le complicanze)

La relazione sarà presentata al “24mo STAGE IN MEDICINA ESTETICA E CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA”
TORINO 21 – 22 NOVEMBRE 2015 

L’Autore passa a rassegna le principali complicanze che possono accadere a seguito di lifting cervico-facciale. Esse  costituiscono un evento spiacevole ed inatteso per il chirurgo, specie se alle prime esperienza con questo tipo di intervento particolarmente complesso. Vengono illustrate i principi basici di prevenzione delle complicanze e alcune regole essenziali  per ridurre gli esiti gravi di quest’ultime, una volta che si siano avverate. In particolare, esse devono essere riconosciute precocemente, mai sottovalutate (neanche nei confronti dei pazienti!) e trattate in maniera sistematica con uno stretto controllo clinico. In questo modo , pur non essendo mai possibile parlare di rischio zero nelle complicanze chirurgiche, possiamo però essere certi di poterne ridurre statisticamente il numero e, nondimeno, di garantire un percorso terapeutico positivo anche in presenza di un evento avverso.

Claudio Bernardi
Chirurgo plastico libero professionista – Roma

 

Protesi mammarie e qualità

Negli ultimi anni la vicenda PIP  (protesi mammarie difettose mai utilizzate dal sottoscritto) ci ha visto impegnati in prima linea ad informare, consigliare ed assistere  le pazienti portatrici di tali impianti, grazie  al canale diretto che l’AICPE ha messo a disposizione con l’istituzione dello “sportellopip” (sportellopip@aicpe.it).

La nostra posizione riguardo tali impianti è stata chiara sin dall’inizio e la denuncia che l’AICPE  ha fatto nei confronti della Poly Implant Prosthesis e della ROFIL Medro, ha voluto affermare il principio che in questa vicenda, il chirurgo  e la paziente sono stati entrambi truffati e danneggiati.

Successivamente le principali ditte di produzione di impianti mammari hanno giustamente lanciato una campagna d’informazione a tutela della qualità del loro prodotto.

“…La Xxxxxx  assicura che le sue protesi mammarie sono conformi ai più elevati standard di qualità e sicurezza, garantiti da una rigorosa supervisione clinica dei processi di produzione, dai test di qualità e dal controllo della distribuzione in tutto il mondo…” .

“…Negli ultimi 30 anni Xxxxxx  è stata riconosciuta come azienda leader a livello mondiale nella produzione di protesi mammarie della migliore qualità. La nostra storia è caratterizzata dall’immissione sul mercato di prodotti innovativi e da attività di ricerca all’avanguardia..”

“..Molti altri produttori di protesi mammarie si sono alternati in questi anni, Xxxxx invece ha continuato a produrre dispositivi per mastoplastica additiva di alta qualità secondo standard di progettazione e verifica estremamente rigorosi”.

E’ arrivato il momento per noi di uscire fuori e affermare con forza ciò che abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare:  essere noi stessi i primi garanti della “Qualità” nei confronti delle nostre pazienti.
Rendiamo dunque “pubblico” ciò che diciamo sempre in “privato” alla paziente prima di sottoporla a mastoplastica con protesi e cioè che dovrà sottoporsi  periodicamente ai controlli di prevenzione del tumore mammario da parte del senologo ed agli esami clinici e radiologici relativi al monitoraggio protesico  da parte nostra.

Dunque, il chirurgo plastico entra insieme agli altri specialisti nell’iter diagnostico clinico della patologia mammaria, diventando al tempo stesso garante di un buono stato di salute della donna  sottoposta a mastoplastica additiva: noi educhiamo le pazienti a seguire un lungo follow-up, perché con un impianto permanente,  la nostra diventa una  paziente “a vita”.

Dott. Claudio Bernardi