chirurgia e medicina estetica uomini

Chirurgia e Medicina estetica al maschile

La bellezza e la cura estetica non sono più un esclusiva femminile. Sempre più uomini rivolgono la loro attenzione alla ricerca del benessere psicofisico anche attraverso le cure estetiche. Oggi ci sono i mezzi per mantenere il più a lungo possibile la giovinezza, per affrontare al meglio i cambiamenti dovuti all’inevitabile passare del tempo.

La ricerca della qualità è un fattore determinante per intraprendere con consapevolezza la cura della propria persona. Nell’ultimo decennio il mondo maschile si sta avvicinando sempre più alla chirurgia plastica e alla medicina estetica.

Chirurgia plastica per gli uomini

L’uomo di oggi, infatti, beneficia dei più avanzati mezzi e tecniche per apparire sempre più fresco, giovane e curato. Tra gli interventi di chirurgia plastica più comuni troviamo:

Questi interventi sono sempre più richiesti dal pubblico maschile che si rivolge alla chirurgia estetica. Inoltre, grazie ai passi avanti condotti nelle tecniche chirurgiche, anche gli esiti cicatriziali risultano essere gestibili in modo corretto come mai prima d’ora.

 

Cosa può fare la medicina estetica per gli uomini

Anche la medicina estetica offre svariate soluzioni per migliorare l’immagine dell’uomo moderno, come:

  • il filler di acido ialuronico per riempire rughe o definire e rimpolpare labbra e zigomi,
  • piccole correzioni del naso (rinofiller),
  • botulino per un aspetto più disteso,
  • filler idrossiapatite di calcio per il rimodellamento del mento e la regione mandibolare e zigomi,
  • biostimolazione con acido ialuronico, vitamine, minerali, aminoacidi, polinucleotidi,
  • peeling personalizzati,
  • PRX T33.

Studiando dei trattamenti mirati e personalizzati atti a mantenere curato sia viso che corpo, la medicina estetica affianca la chirurgia plastica e la chirurgia estetica e ricostruttiva al fine di curare a 360° ogni esigenza.

Raccomandiamo di rivolgersi sempre a un chirurgo plastico altamente qualificato per essere guidati e consigliati al meglio.

 


Crediti immagine: Andrea Piacquadio

addominoplastica dimagrimento ex obesi

Addominoplastica per chi è dimagrito notevolmente

Come è ben noto, l’obesità rappresenta una vera e propria emergenza globale. Osservando i dati dalla OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) si scopre che circa due miliardi di persone risultano essere in sovrappeso, e tra questi più di un quarto rientrano nella categoria degli obesi (circa 600 milioni di individui). E la situazione risulta degna di rilievo anche qui in Italia, con oltre sei milioni di persone in sovrappeso.

 

Perdere peso non solo per l’estetica

Perdere peso è davvero una cosa molto difficile e i ritmi che la società moderna ci impone non sempre risultano compatibili con una sana alimentazione e una adeguata attività fisica. Ma l’obesità non è solo una questione estetica, in quanto essere in sovrappeso espone a patologie gravi come il diabete e le malattie cardiovascolari.

 

La chirurgia estetica per gli ex obesi: l’addominoplastica

Chi è sovrappeso ha accumuli localizzati di grasso, in aree tipiche sia negli uomini che nelle donne. In questi casi pensare alla chirurgia estetica è una delle possibilità più concrete in abbinamento all’esercizio fisico e a una dieta equilibrata.

Nella perdita di peso repentina le zone più coinvolte dalla variazione sono addome e petto negli uomini, e gambe e seno nelle donne. Queste aree, risultando “svuotate” tendono a presentare inestetismi derivanti dall’eccesso di pelle. In questi casi sono molti i pazienti che richiedono al chirurgo plastico un intervento di addominoplastica successivo al dimagrimento.

L’addominoplastica nella chirurgia plastica riguarda il rimodellamento del corpo nelle aree coinvolte dal calo ponderale. Negli uomini, all’interno della stessa sessione chirurgica si può procedere alla ginecomastia, mentre nelle donne si potrebbe includere un intervento di mastopessi e utilizzo di protesi.

Grazie all’addominoplastica il fisico del paziente riconquista un aspetto armonioso, risolvendo sia il sovrappeso che il grasso localizzato nella zona addominale tanto difficile da eliminare. Inoltre si risolvono le difficoltà deambulatorie che nei soggetti obesi causano problemi nelle attività quotidiane.

Anche dal punto di vista psicologico ci sono benefici in merito ai livelli di autostima e di motivazione della persona, traducendosi in una rinnovata felicità nei rapporti interpersonali e il ritrovato “piacere di piacersi”.

 

 


Crediti immagine: SHVETS

 

Vitamine per la salute della pelle

Vitamine alleate della salute e della nostra pelle

È noto quanto le vitamine siano utili e indispensabili per il funzionamento, la protezione e il sostentamento dell’intero organismo. Analizzeremo in breve le virtù di queste preziose alleate del benessere. La famiglia delle vitamine si divide in due, le idrosolubili e le liposolubili.

Le vitamine idrosolubili

Le vitamine idrosolubili hanno la capacità di sciogliersi in acqua e, poiché non si depositano nell’organismo, quelle in esubero vengono eliminate attraverso le urine. Per questo motivo non danno luogo a tossicità (nel caso si faccia uso di integratori ricordiamo comunque di rispettare i dosaggi consigliati).

Vitamina C (acido ascorbico)
La vitamina C è nota a tutti per le sue proprietà antiossidanti, stimola la produzione di collagene, fondamentale per la salute e la bellezza dei nostri tessuti. Ma la vitamina C è utile anche per rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, e supportare il sistema immunitario, soprattutto durante i periodi invernali o di stress.

Vitamina C e pelle
In campo cosmetico la vitamina C è utile nella prevenzione e nella cura delle macchie brune della pelle, nei trattamenti anti-age e per rinforzare la pelle. La vitamina C, attiva la produzione del collagene, proteina fondamentale per l’integrità, la tonicità e la luminosità della pelle. Inserita in un protocollo terapeutico, migliora il quadro generale della zona trattata con prodotti ad uso topico, quali: creme, sieri e maschere.

Vitamina B1 (Tiamina)
Principalmente coinvolta nel metabolismo energetico, contribuisce e sostiene il sistema nervoso la funzione cardiaca e psicologica. Da molti è stata definita la vitamina “dell’umore”.

Vitamina B1 e pelle
La tiamina non è direttamente coinvolta nella salute della pelle, per la quale sono invece preziose altre vitamine del gruppo B come la riboflavina, l’acido pantotenico e la niacina.

Vitamina B2  (Riboflavina)
Tra le molte azioni la vitamina B2 protegge le cellule dallo stress ossidativo, contribuisce al normale metabolismo del ferro e al normale mantenimento dei globuli rossi.
Contribuisce ridurre la stanchezza e l’affaticamento. Spesso utilizzata insieme ad altri ingredienti, negli integratori per la sindrome premestruale. La Riboflavina è anche coinvolta nel metabolismo di altre vitamine (Niacina, Folati, Piridossina), per cui una sua carenza può inevitabilmente provocare delle avitaminosi a cascata.

Vitamina B2 e pelle
La vitamina B2 mantiene la pelle in buona salute a beneficio delle mucose respiratorie e digestive, della vista e del intero organismo. Inoltre la riboflavina è anche nota per il suo ruolo di antiossidante, questo è dovuto al coinvolgimento nella rigenerazione del glutatione. La riboflavina è spesso utilizzata anche in cosmesi per accelerare l’abbronzatura. La sua carenza spesso è associata a dermatite seborroica, che solitamente interessa le pieghe nasolabiali, le orecchie, le palpebre, i genitali.

Vitamina B3 (PP/Niacina)
Tra le diverse funzioni, la vitamina B3 sostiene il sistema nervoso, contribuisce al metabolismo dei grassi, carboidrati, proteine. Inoltre è importante per la circolazione sanguigna, nell’ossigenazione cellulare, nel ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Utilizzata anche per prevenire la pellagra (l’acronimo PP deriva dall’inglese Pellagra Preventing).

Vitamina B3 e pelle
La vitamina B3 viene utilizzata nella protezione e la cura della pelle. Sotto forma di crema per uso topico il nicotinamide o niacinamide (vitamina PP o B3) è utilizzata in quadri dermatologici quali alterazione della produzione di sebo, dermatite, acne.

Vitamina B5 (acido pantotenico)
La vitamina B5, è utile per prevenire stati di stanchezza e stress. Tra le sue svariate proprietà svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo di proteine, grassi, carboidrati e nella sintesi di colesterolo e ormoni.

Vitamina B5 e pelle
La vitamina B5 viene utilizzata in molti prodotti per la cura della bellezza per le sue già note proprietà. Viene impiegata nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo e delle rughe, e per favore cicatrizzazione dei tessuti. Utile per la salute di pelle e capelli.

Vitamina B6  (piridossina)
Tra le sue svariate proprietà, la vitamina B6 è necessaria per la sintesi della serotonina contribuendo così insieme ad altri neurotrasmettitori alla regolazione del umore, sonno, memoria, concentrazione, appetito. Favorisce le funzioni del sistema nervoso. Elabora il metabolismo di carboidrati, aminoacidi e dei grassi.

Vitamina B6 e pelle
La vitamina B6 contribuisce a mantenere la pelle in salute. Infatti, in alcuni casi, la sua carenza può dar luogo a fissurazioni dolorose ai lati della bocca, cheilite angolare (o boccarola). La vitamina B6 viene ampiamente utilizzata in prodotti anti invecchiamento.

Vitamina B8 (H/Biotina)
La vitamina B8 partecipa al metabolismo proteico, alla sintesi di glucosio e degli acidi grassi.

Vitamina B8 e pelle
La vitamina B8 è di supporto nel trattamento di dermatiti seborroiche, acne, alopecia, e per mantenere in buona salute pelle e capelli.

Vitamina B9  (acido folico)
La vitamina B9 è molto conosciuta da tutte quelle donne che nella prospettiva di una gravidanza, iniziano ad assumere questa preziosa vitamina con regolarità. Infatti l’acido folico è fondamentale per la gravidanza. La vitamina B9 protegge e favorisce lo sviluppo embrionale. Ma l’acido folico ha anche un ruolo importante nella sintesi delle proteine, del DNA e nella formazione dell’emoglobina. La sua carenza durante la gravidanza può dar luogo ad effetti negativi sullo sviluppo del sistema nervoso del feto, inoltre quando la carenza è elevata può provocare parti prematuri e spina bifida.
L’organismo, dovrebbe godere di una quantità adeguata di questa vitamina anche nell’età adulta allo scopo di prevenire rischi di natura cardiovascolare. La carenza di acido folico provoca una produzione ridotta di globuli rossi nel sangue, con conseguente sorgenza di anemia.

Vitamina B9 e pelle
Si è notato che quando nell’organismo c’è un adeguata quantità di vitamina B9, migliora anche la salute di pelle e capelli.

Vitamina B12  (cobalamina)
Anche la vitamina B12, gioca nel nostro organismo un ruolo di primaria importanza. Come la vitamina B9 (acido folico) anch’essa risulta coinvolta nel metabolismo degli acidi nucleici, degli aminoacidi e degli acidi grassi.

Vitamina B12 e pelle
Negli anni la vitamina B 12 è sempre più usata anche in ambito dermatologico per coadiuvare terapie per la vitiligine e la dermatite atopica.

 

Vitamine liposolubili

Queste vitamine, al contrario delle idrosolubili, possono depositarsi sotto forma di riserva nel fegato. Se assunte in quantità eccessiva possono causare intossicazione, per questo raccomandiamo di rispettare i dosaggi prescritti.

Vitamina A (retinolo)
la vitamina A, è fondamentale per il benessere e la salute della pelle e in generale per tutti i tessuti del nostro corpo. Divenuta nota nella formulazione ACE, trittico di antiossidanti. La vitamina A, tra le sue molteplici virtù, è di grande supporto per la vista ed è fondamentale per lo sviluppo e mantenimento delle ossa, per crescita dei denti e per la difesa del nostro sistema immunitario.

Vitamina A e pelle
In campo estetico é spesso utilizzata per la sua capacità nello stimolare il turn-over cellulare con conseguente miglioramento della pelle colpita da macchie, cicatrici, esiti cicatriziali post acneici, rughe, pelle ispessita.
I retinoidi svolgono un’azione seboregolatrice, antinfiammatoria, cicatrizzante. La vitamina A é stata ampiamente utilizzata in campo dermatologico nelle terapie per l’acne e per sua
compatibilità con gli antibiotici, con i quali può essere utilizzata in combinazione per rafforzare il trattamento (sempre sotto indicazione dello specialista).
Nell’utilizzo dell’acido retinoico, specie se in dosaggi riservati all’uso terapeutico, è sempre consigliato affidarsi alle prescrizioni di uno specialista del settore per non incorrere nella dermatite da retinoidi.
Durante i mesi estivi l’utilizzo dell’acido retinoico non è consigliabile in quanto è fotosensibilizzante. Ricordiamo di proteggere sempre la pelle con un adeguato fattore di protezione solare.

Vitamina D (calciferolo)
Si è parlato molto della vitamina D durante la pandemia di covid 19.
I più scrupolosi hanno cercato di integrare un adeguato dosaggio di vitamina D alle proprie attenzioni giornaliere.
La vitamina D, nota per il ruolo fondamentale nel mantenere in buona salute il tessuto osseo e per favorire il metabolismo del calcio, è di supporto anche per il nostro sistema immunitario. Ricordiamo però che la vitamina D, essendo una vitamina liposolubile, va assunta con dosaggi adeguati alle proprie necessità per evitare di incorrere in eccessi. Per questo raccomandiamo di consultare il proprio medico che consiglierà di fare un prelievo ematico per valutare l’effettiva necessità e poi il giusto dosaggio.

Vitamina D e pelle
Per via topica la vitamina D viene prevalentemente impiegata per quadri clinici relativi a psoriasi ed acne.
Infatti la vitamina D è anche utile per:

  • Attenuare gli stati infiammatori
  • Supportare i processi di guarigione
  • Aumentare le difese dei tessuti
  • Associata alla vitamina E, la vitamina D contribuisce ad alleviare e a lenire le irritazioni della pelle.

Vitamina E (tocoferolo)
La vitamina E, o tocoferolo, è spesso stata definita “la vitamina della pelle”.
La vitamina E, è una vitamina liposolubile, si deposita nel fegato per essere utilizzata dall’all’organismo quando necessario.
Il tocoferolo (vitamina E), è la più nota e diffusa tra le vitamine antiossidanti.
Tra le sue svariate funzioni si dimostra utile in relazione alle patologie di origine cardiovascolare, in quanto è in grado di ridurre i processi di aggregazione delle piastrine, con la conseguente riduzione di emboli, placche e trombi nelle arterie. Ma nonostante la sua azione anticoagulante, non impedisce la normale guarigione in caso di ferite.

Vitamina E e pelle
La vitamina E, è spesso indicata per aiutare i tessuti in caso di scottature, dermatiti, secchezza cutanea, irritazioni, disidratazione, mancanza di elasticità, foto invecchiamento, cicatrizzazione della cute lesionata, danni causati da agenti atmosferici. Presente in molti prodotti di bellezza come lenitivo e antiossidante.

Vitamina K (Naftochinone)
La vitamina K,  fa parte delle vitamine liposolubili, che vengono accumulate nel fegato. È nota per le sue proprietà nella coagulazione del sangue e nell’assicurare la funzionalità delle proteine che formano e mantengono in salute le ossa.

Vitamina K e pelle
La vitamina K trova impiego anche per preparati ad uso topico, infatti, è spesso indicata per la prevenzione e la cura degli ematomi post-operatori.
Creme a base di vitamina K possono essere utilizzate anche dai pazienti dopo trattamenti estetici, per aiutare la pelle a guarire da eventuali ematomi.
La vitamina K, è stata utilizzata in cosmetici come aiuto anche in caso di occhiaie, perché migliora il microcircolo e fortifica le pareti dei vasi sanguigni, migliorandone la funzionalità.

Nell’uso di integratori o prodotti tipici raccomandiamo di evitare le cure “fai da te” ma di rivolgersi a personale competente prima di iniziare una terapia.

 


Crediti immagine: Avdalyan

lifting delle cosce

Lifting delle cosce

Con l’avanzare del tempo l’interno coscia risulta essere una delle zone più colpite dal rilassamento cutaneo. Tuttavia, la ptosi cutanea può colpire anche soggetti di giovane età che hanno subito un importante dimagrimento. È comunque un inestetismo che necessita più di un costante allenamento in palestra e trattamenti estetici. Per questo motivo, il lifting alle cosce risulta essere il mezzo più indicato e risolutivo per correggere questo problema che spesso può comportare anche forti disagi.

 

I risultati del lifting alle cosce

I risultati del lifting alle cosce sono apprezzabili sin da subito il miglioramento estetico del profilo della coscia è evidente e i tessuti risultano più compatti.

La cicatrice solitamente risulta nascosta nel cavo inguinale quando il lifting viene eseguito su ptosi di media entità, ma nel caso di ptosi più severe, il chirurgo plastico potrebbe dover prendere in considerazione una diversa strategia chirurgica.

Durante la prima visita, il chirurgo plastico, valuterà l’età del paziente, il grado di severità della ptosi, l’indice di massa corporea, la texture cutanea e l’obbiettivo che il paziente desidera raggiungere. Se il paziente è idoneo all’intervento di lifting alle cosce, il chirurgo plastico lo informerà circa i risultati ottenibili nel suo specifico caso. Verranno inoltre, prescritte analisi del sangue ed esami in vista dell’intervento, per verificare lo stato di salute del paziente.

 

Post-operatorio dell’intervento di lifting delle cosce

Nel post operatorio, si applicherà una medicazione compressiva, che poi verrà sostituita da una guaina elastica che dovrà essere indossata per le successive 4 settimane. Il paziente durante tale periodo verrà monitorato con controlli periodici secondo le indicazioni del chirurgo plastico.

Nei mesi successivi all’intervento di lifting delle cosce, sarebbe consigliabile farsi consigliare dal proprio chirurgo plastico un programma di mantenimento come il linfodrenaggio o altri  (spesso si consiglia la radiofrequenza) per mantenere al meglio negli anni i risultati ottenuti con l’intervento.

 


Crediti immagine: Apostolos Vamvouras

cicatrici

Cicatrici post-operatorie ed esiti cicatriziali, quali accorgimenti?

Le cicatrici post-operatorie sono molto temute da tutti quei pazienti che per necessità, o per motivi estetici, si sottopongono a un intervento chirurgico.

Nella chirurgia plastica ricostruttiva si pone molta attenzione al buon esito delle cicatrici, in quanto esse stesse fanno parte integrante della riuscita estetica dell’intervento. A tale riguardo sin dalle prime fasi della procedura, iniziando dalla precisione dell’incisione chirurgica sino alla cura per una adeguata e scrupolosa sutura, il chirurgo plastico impiega tempo e attenzione al fine di ridurre al minimo ogni possibile esito cicatriziale indesiderato.

Dopo l’intervento è fondamentale seguire con attenzione le istruzioni date dal chirurgo, come ad esempio:

  • la pulizia quotidiana della zona interessata;
  • rispettare le medicazioni previste e le relative tempistiche;
  • non frequentare ambienti a rischio quali piscine, palestre, SPA, ecc…
  • non esporre al sole l’area interessata;
  • proteggere con dei cerotti la zona in via di guarigione, almeno per il primo mese dopo l’intervento.

Successivamente il chirurgo darà indicazioni mirate in base alla zona trattata e alle caratteristiche della pelle.

Nei mesi seguenti, soprattutto se ci si espone al sole, occorre proteggere sempre la parte con un crema solare a schermo totale, avendo l’attenzione di ripetere l’applicazione frequentemente. Inoltre il chirurgo spiegherà alla paziente come eseguire l’auto-massaggio dell’area cicatrizzata (nel caso ce ne fosse bisogno).

Quando i pazienti seguono le indicazioni del chirurgo, gli esiti cicatriziali risulteranno essere impercettibili e poco visibili. Tuttavia possono esserci fattori genetici legati a una cattiva cicatrizzazione o alla predisposizione al cheloide.

Durante il colloquio anamnestico con il paziente, il chirurgo terrà conto di eventuali predisposizioni legate alla cattiva cicatrizzazione, così da poter trattare il caso con i dovuti accorgimenti.

 

Possibili esiti cicatriziali indesiderati

Tra le possibili conseguenze di una cattiva cicatrizzazione citiamo:

  • Cicatrice atrofica (convessa)
  • Cicatrice ipertrofica
  • Cheloide

Il chirurgo saprà indicare al paziente il trattamento più adeguato a ogni specifica situazione. Tali procedure possono andare da un cerotto di silicone per cicatrici sino alla rimozione del tessuto cicatriziale in eccesso, qualora fosse necessario.

Nell’esperienza chirurgica, il paziente viene seguito con scrupolosa attenzione in ogni sua fase, pertanto è fondamentale una sana alleanza terapeutica.

 


Crediti immagine: drobotdean

pelle acido mandelico peeling viso

Acido mandelico, un alleato anche per i mesi estivi

L’acido mandelico è un prezioso alleato per la pelle, comunemente estratto dalle mandorle amare, facente parte della famiglia degli alfaidrossiacidi (A.H.A.). Sono noti i numerosi effetti positivi per la pelle, che rendono l’acido mandelico un valido strumento contro rughe, acne, punti neri e imperfezioni cutanee.

 

Acido mandelico per il viso

L’acido mandelico è amato per le sue proprietà purificanti e anti-aging, e viene comunemente utilizzato come:

  • peelig per illuminare l’incarnato,
  • antiossidante,
  • trattamento di esiti cicatriziali post acne,
  • schiarente delle macchie cutanee,
  • trattamento di rughe sottili.

Inoltre per la sua azione antibatterica e sebonormalizzante è utilizzato anche per trattare acne e rosacea. In commercio si trova a dosaggi medio bassi, ma nelle sedute estetiche professionali si utilizzano misure più elevate, che variano a seconda del problema da trattare e delle caratteristiche specifiche della pelle.

 

Peeling e acido mandelico

Molti nostri lettori e lettrici sanno che l’acido mandelico è spesso associato al peeling. Alle sue straordinarie proprietà esfolianti si aggiunge un notevole vantaggio, in quanto non ha effetti foto-sensibilizzanti, il che vuol dire che può quindi essere utilizzato tutto l’anno, anche in piena estate.

Rispetto all’acido piruvico (alfa-chetoacido) e all’acido glicolico, utilizzati sempre per la loro capacità esfoliante, l’acido mandelico svolge un azione più delicata, motivo per cui è indicato anche per le pelli più sensibili, esfoliando solo gli strati superficiali.

 

Acido mandelico, accorgimenti e controindicazioni

Come detto poco sopra l’acido mandelico svolge un’azione esfoliante più delicata rispetto ad altri alfa-idrossiacidi. Ma va rammentato che non si può escludere del tutto la comparsa di effetti indesiderati, soprattutto per chi ha una pelle particolarmente sensibile. Arrossamenti, bruciore e lieve irritazione cutanea sono comunque esiti possibili, anche se tendono a risolversi in maniera spontanea e senza conseguenze.

Pertanto, attenzione: se avete una pelle particolarmente sensibile e reattiva, consultate sempre prima un esperto.

Rispetto all’esposizione al sole, ricordiamo però di applicare sempre una protezione solare adeguata. L’acido mandelico può essere associato in ambito domiciliare a trattamenti giorno/notte. In medicina estetica i professionisti si riservano di fornire terapie personalizzate alle pazienti in cura.

 


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idratazione pelle acqua sole

Acqua e pelle, una simbiosi imprescindibile

La pelle è il più esteso tra tutti gli organi del corpo. Quando è in buona salute contiene tra il venti e il trentacinque per cento di acqua. In estate la pelle tende a disperdere più rapidamente queste sue riserve di acqua a causa dell’aumento delle temperature.

 

Come avere una pelle radiosa

L’idratazione della pelle può provenire dall’esterno attraverso creme e fluidi, ma soprattutto dall’interno. Bere acqua aiuta a rigenerare le cellule, prevenire la formazione delle rughe d’espressione ed eliminare tossine e batteri accumulati: di conseguenza la nostra pelle sarà più luminosa.

Una pelle sana, bella ed elastica, ha bisogno di ricevere acqua in quantità adeguate ogni giorno, soprattutto in estate. Ricordiamo perciò l’importanza di bere circa 2 litri di acqua al giorno. Questo è il “cosmetico” più importante per chi desidera mantenere la pelle bella, giovane e in buona salute. Perciò prima di tutto bisogna partire da questo gesto quotidiano per mantenere una buona idratazione.

Nostri utili alleati sono anche la frutta e la verdura (vitamine e minerali) e gli alimenti ricchi di acido gammalinoleico (GLA) come l’olio di semi di borragine e il ribes nero.

Non dimentichiamo l’utilizzo di prodotti idratanti topici (acido ialuronico, collagene) da applicare almeno due volte al giorno su tutto il corpo e l’uso di una buona protezione solare con filtri UVA/UVB/IR (raggi ultravioletti).

Possono essere d’aiuto anche le maschere idratanti ad azione lenitiva dopo una giornata di sole. È consigliabile utilizzare un gommage delicato per favorire una buona detersione al fine di migliorare la grana della pelle e l’assorbimento dei prodotti che verranno successivamente applicati.

 


Crediti immagine: drobotdean

creme solari abbronzatura

Creme solari: come scegliere quella giusta?

Quando arriva la bella stagione la scelta della crema solare giusta deve essere compiuta con attenzione e consapevolezza. I filtri di protezione solare devono proteggere sia dai raggi UVA che dai raggi UVB e il loro potere schermante è indicato con l’acronimo SPF (Sun Protect Factor).

 

Raggi UVA e UVB: facciamo un po’ di chiarezza

I raggi UVA, che sino a qualche tempo fa erano sottovalutati, risultano nocivi per la pelle in quanto responsabili dell’invecchiamento cutaneo; possono di fatto provocare danni cellulari che predispongono la pelle a futuri tumori cutanei. Questo perché i raggi UVA raggiungono il derma, lo strato cutaneo che si trova sotto l’epidermide.

I raggi UVB invece si fermano al livello più superficiale, ovvero l’epidermide, provocando danni più immediati e fastidiosi, come gli eritemi e le tipiche scottature. Ma i danni solari possono provocare anche bolle, macchie cutanee, invecchiamento della cute, rughe e, nei casi peggiori, tumori della pelle e melanomi.

È utile fare riferimento al proprio fototipo quando si effettua la scelta del prodotto solare, soprattutto se si è di carnagione chiara (es. fototipo 1 e 2). Ma ricordiamo che è sempre meglio eccedere in prudenza scegliendo un fattore di protezione elevato anche nel caso in cui la vostra pelle non rientri nella tabella delle pelli sensibili.

Inoltre i solari vanno applicati almeno mezz’ora prima dell’esposizione solare e l’applicazione va ripetuta più volte durante il periodo di esposizione, soprattutto dopo aver fatto un bagno in mare o in piscina. Inoltre, in estate, ricordiamo di non sottovalutare le giornate nuvolose.

Oggi il mercato presenta diversi criteri di protezione solare e questo ha generato un po’ di confusione in chi deve scegliere il prodotto adatto.

 

Se si vuole una protezione solare alta, quale scegliere?

Nel proporre i propri prodotti alcune marche presentano una gradazione massima indicata come “50+” mentre altre case indicano il valore “100” come protezione massima. Si tratta di numeri arbitrari, relativi alla gamma di prodotto in questione, non necessariamente comparabili tra marchi diversi.

Una buona scelta di prodotto è quella che tiene conto della protezione dai raggi UVA, UVB e IR (raggi ultravioletti).

 

Accorgimenti per proteggersi correttamente dal sole

Non esiste un prodotto solare in grado di proteggere “totalmente” dai danni solari, perciò ricordiamo di evitare di esporsi durante le ore più calde e assolate e per lunghi periodi, oltre a bere sempre una adeguata quantità di acqua.

Quando ci si espone ai raggi solari, risulta raccomandabile indossare cappello e occhiali da sole.

Ricordatevi di leggere sempre l’etichetta per una scelta consapevole cercando una protezione ad ampio spettro (UVA/ UVB e ultravioletti) per mantenere la vostra pelle sana e godervi la vostra abbronzatura.

 


Crediti immagine: gpointstudio

melasma cloasma maschera gravidica

Melasma, come identificarlo e trattarlo?

Parlando del melasma ci riferiamo a una iperpigmentazione cutanea, caratterizzata da una comparsa di macchie bruno/marroni più o meno estese con contorni irregolari e disomogenei, spesso unite tra loro. Si tratta di un inestetismo della pelle che colpisce principalmente le donne, per tale motivo si ritiene che la causa scatenante origini da fattori ormonali, relativi agli estrogeni.

 

Melasma, chi è più esposto?

Come appena detto, il melasma riguarda soprattutto le donne, ma ci sono categorie maggiormente esposte. Ad esempio le donne in gravidanza sono una categoria nella quale il melasma si verifica di frequente (nelle gestanti si parla di maschera gravidica o cloasma), condizione che di solito però si risolve spontaneamente nel periodo del post-parto.

Anche le donne sotto terapia ormonale (ad es. pillola anticoncezionale) o che stanno seguendo una terapia ormonale sostitutiva, sono tra i soggetti maggiormente esposti; va comunque detto che molto dipende anche dalla predisposizione genetica, infatti si è riscontrata una certa familiarità tra i soggetti affetti da questo problema.

 

Quali aree del corpo sono maggiormente coinvolte dal melasma?

Il viso è la zona più colpita dal melasma (fronte, labbro superiore, guance) ma in alcuni casi le tipiche macchie si possono estendere fino alla zona del collo. Più raramente si riscontrano casi in cui le macchie colpiscono braccia e gambe.

Una peculiarità del melasma è quella che durante i mesi invernali le macchie scure risultano meno visibili ma, già nei mesi primaverili, con le prime esposizioni solari, si riacutizza sempre nelle stesse sedi, creando notevole disagio.

 

Melasma: prevenzione e trattamento

Diventa di fondamentale importanza proteggere la pelle dal sole poiché il melasma esposto ai raggi solati accentuerà la sua pigmentazione, qualora non si protegga l’area con un filtro solare adeguato. È importante non sottoporre la pelle a fattori di stress quali depilazioni eseguite in modo non corretto, l’uso di prodotti per la pelle di bassa qualità e l’applicazione di creme solari con filtri non adeguati.

Poiché oltre al melasma esistono altre tipologie di macchie cutanee, che possono scaturire da molte altre cause, invitiamo i lettori a consultare solo specialisti del settore che possano porre corretta diagnosi e attuare terapie e cure specifiche.

 


Crediti immagine: freepik

chirurgia-plastica

Lifting delle braccia: quando intervenire

Quando è necessario effettuare un ritocchino alle braccia? Nell’articolo odierno esamineremo quando è consigliato rivolgersi a un chirurgo plastico per un intervento di lifting delle arti superiori. Continua a leggere