Chirurgia plastica etica: al di sopra delle mode

La società attuale vive una ricerca costante della “novità a tutti i costi”, sostenuta da modelli di riferimento della moda, dei social e del mondo dello spettacolo. L’essere al passo con i tempi non è di per sé sbagliato, ma spesso si assiste ad una omologazione di massa. Le fasce più colpite da questo fenomeno sono gli adolescenti, alla ricerca della propria identità e affermazione; ma anche tra gli adulti di mezza età, che iniziano a temere di perdere il proprio fascino e la propria bellezza, possono risultare vulnerabili a questo vissuto di inadeguatezza.

Nel mondo della chirurgia plastica non è raro riscontrare, soprattutto oltre oceano, degli eccessi legati ad una ricerca ossessiva dei modelli di stile, purtroppo non sempre consoni ai canoni della sobrietà e del buon gusto. Seni eccessivamente grandi, labbra e zigomi troppo gonfi o visi talmente “tirati” da risultare inespressivi.

Questa tendenza spesso spaventa chi invece desidera migliorare il proprio aspetto in modo raffinato e naturale, come se passasse il concetto che non possa esistere un approccio estetico chirurgico equilibrato e funzionale.

Il chirurgo plastico deve sempre dire di “sì”?

La parola chiave è armonia. La bellezza passa per la ricerca dell’armonia nei lineamenti del viso e nelle forme corporee. Il chirurgo plastico ed estetico durante il colloquio con il paziente dovrà capire prima di tutto le esigenze e le richieste del proprio assistito. Se le richieste risultassero inadeguate, al punto tale che possano creare delle difficoltà pratiche o dei problemi di salute, il chirurgo plastico dovrà saper spiegare al paziente per quale ragione non sia opportuno effettuare la procedura richiesta.

A tal proposito, un esempio potrebbe essere quando al chirurgo plastico viene richiesta una mastoplastica additiva, al fine di ottenere un seno eccessivamente grande, da una donna di piccola statura e corporatura minuta. Un seno troppo grande, al di là dei gusti personali o dalle mode del momento, può comportare un peso eccessivo per l’apparato muscolo-scheletrico, alterando la postura della paziente e compromettendo nel tempo la salute della colonna vertebrale.

Il chirurgo plastico dovrà consigliare al meglio il paziente, anche arrivando a sconsigliare l’intervento o il tipo di trattamento richiesto se non adatto alle caratteristiche corporee del richiedente. Rifiutare una richiesta esplicita di intervento non è una cosa che il chirurgo plastico agisce con semplicità; in tali casi il bravo medico deve agire in funzione della propria etica professionale, spiegando accuratamente i motivi per i quali l’intervento richiesto potrebbe avere risvolti negativi per il paziente.

 

Etica professionale e ricerca della bellezza possono andare d’accordo!

Chirurgia estetica e rapporto medico pazienteLa chirurgia plastica consapevole è una grande risorsa, perché può davvero portare a migliorare l’armonia corporea ed eliminare quei difetti che compromettono la visione che abbiamo di noi stessi.

Può capitare nell’esperienza di vita di una persona quel momento di disagio per la propria fisicità, legato magari a questioni relazionali e affettive. Molto spesso, la richiesta di interventi estetici è legata a momenti in cui la propria autostima è stata messa in discussione da altri o da noi stessi, rispetto al tempo che passa.

 

L’etica del chirurgo plastico si può evincere anche dalla considerazione di tali aspetti, in quanto il professionista non approfitterà delle insicurezze o delle instabilità del paziente, bensì lo consiglierà al meglio, accertandosi che sia pienamente consapevole e bene informato rispetto al miglioramento della propria immagine.

Se il paziente è idoneo all’intervento, e la richiesta che presenta è consona, il chirurgo plastico valuterà la strategia chirurgica più adatta. Prescriverà inoltre analisi  e controlli strumentali per accertarsi del buono stato di salute del suo assistito.

Raccomandiamo, come sempre, di rivolgersi ad un chirurgo plastico dalla comprovata professionalità ed esperienza.

 


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Ginecomastia: quando il seno maschile diventa un problema

Cos’è la ginecomastia e come si manifesta? La ginecomastia è un problema estetico che colpisce il sesso maschile. Questo inestetismo spesso produce nei ragazzi, ma anche negli uomini adulti, dei disagi di natura sia fisica che psicologica. La problematica si manifesta con un sviluppo anomalo delle mammelle in un corpo maschile.

Tipologie della ginecomastia

La ginecomastia si distingue in tre diverse tipologie: ginecomastia vera, ginecomastia falsa, ginecomastia mista.

  • La ginecomastia vera è caratterizzata prevalentemente da un aumento della ghiandola mammaria.
  • La ginecomastia falsa (o pseudo-ginecomastia) è primariamente evidenziata da tessuto adiposo (grasso).
  • Le ginecomastie miste presentano un contemporaneo sviluppo di tessuto ghiandolare e tessuto adiposo e/o l’aumento del volume dei capezzoli.

Tutte le forme di ginecomastia possono manifestarsi con diversi gradi di severità.

Inoltre si possono evidenziare anche ginecomastie monolaterali, ginecomastie bilaterali e ginecomastie asimmetriche.

Il problema della ginecomastia può manifestarsi in tutte le fasce d’età. In età prepuberale la ginecomastia può considerarsi transitoria e reversibile con lo sviluppo. Nelle fasi successive allo sviluppo, se si manifesta in forma cronicizzata, l’unico rimedio è la chirurgia plastica.

La ginecomastia può essere causata da diverse problematiche quali: squilibri ormonali, obesità, uso di determinati farmaci. L’approccio chirurgico può variare a seconda del tipo di problematica e delle sue complessità o specificità.

Ginecomastia: che fare quando un uomo sviluppa un seno femminile?

La ginecomastia, come accennato sopra, può produrre un importante disagio, sia fisico che psicologico. La persona potrebbe esperire delle difficoltà nel vestirsi, nell’esporsi in spiaggia, nel praticare sport, nell’intimità e nelle relazioni in genere. Per superare tutti questi disagi diventa opportuno rivolgersi ad un chirurgo plastico.

Durante la prima visita il chirurgo plastico farà una valutazione globale della struttura corporea e dell’inestetismo presentato dal paziente. Nel valutare la possibilità di intervenire chirurgicamente per effettuare la correzione della ginecomastia, il chirurgo plastico terrà in considerazione anche di aspetti come:

  • l’età del paziente,
  • l’indice di massa corporea,
  • la qualità e la texture della pelle e del tessuto mammario.

Sarà inoltre eseguita una valutazione della componente adiposa e ghiandolare della mammella maschile.

Prima dell’intervento di ginecomastia

Se dopo la visita con il chirurgo plastico il paziente risulterà idoneo all’intervento, potrà essere sottoposto alla correzione chirurgica della ginecomastia. Verrà informato circa i possibili risultati estetici ottenibili nel suo specifico caso e verrà inoltre istruito sulla gestione dell’edema post-operatorio, le ecchimosi e gli esiti cicatriziali, in particolar modo se il paziente è un ex obeso.

Verranno inoltre prescritti esami clinici e strumentali, tra i quali l’ecografia mammaria per confermare il buono stato di salute del paziente.

Ginecomastia e addominoplastica

Intervento di ginecomastia, risolvere il seno maschileSpesso il paziente che decide di risolvere il problema della ginecomastia, desidera donare al proprio corpo una nuova forma e la desiderata armonia. Può pertanto prendere in considerazione la risoluzione di altri inestetismi come, ad esempio, la ptosi addominale e/o il grasso localizzato a livello di addome e fianchi. In questo caso oltre all’intervento per la ginecomastia, si eseguirà anche la addominoplastica e la liposuzione.

Ginecomastia: post-operatorio

Il decorso post-operatorio della ginecomastia verrà stabilito dal chirurgo plastico sulla base della procedura chirurgica eseguita. Di norma il paziente dovrà osservare un riposo di circa 2/3 giorni e indossare una fascia elastica che verrà posta all’altezza del torace, al fine di favorire l’assestamento dei tessuti durante la guarigione.

Il periodo potrà variare tra i 15 giorni e il mese, in base alla procedura chirurgica eseguita e al grado di invasività richiesto dal caso specifico. Le attività lavorative potranno essere riprese dopo il riposo consigliato dal chirurgo plastico, purché tali attività siano sedentarie.

Nel post-operatorio dovranno essere evitati sforzi fisici, in particolar modo per quanto riguarda i muscoli pettorali, e sarà raccomandato di non esporsi ai raggi solari o alle lampade abbronzanti.

Il costo dell’intervento di ginecomastia verrà stabilito durante la visita con il chirurgo plastico, il quale valuterà  il tipo di approccio chirurgico più adatto alla correzione del problema presentato dal paziente.

Come ogni altra procedura chirurgica consigliamo di rivolgersi esclusivamente ad un chirurgo plastico noto come professionista del settore.


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Volumi ritrovati con il lipofilling

Il lipofilling è una procedura chirurgica nata per rimodellare e armonizzare i volumi corporei laddove se ne evidenzi una mancanza o una carenza. Il lipofilling può essere eseguito sia sul viso che sul corpo con risultati naturali, senza comportare il rischio di allergie o di rigetto. Ma in quali ambiti viene utilizzata questa tecnica chirurgica?

Lipofilling e liporistrutturazione

  • Il ringiovanimento del viso.
    Il lipofilling può essere utilizzato come un filler per rimpolpare zigomi, riempire il solco naso-genieno, armonizzare il contorno occhi, migliorare i profili del viso e la loro tonicità.
  • Per trattare il viso scarno.
    Il lipofilling armonizza i volumi e rimpolpa le zone del volto più carenti.
  • Per trattare glutei svuotati.
    Il lipofilling può avere lo scopo di rimpolpare delle natiche poco evidenti e svuotate.
  • Esiti post-intervento chirurgico nel trattamento del tumore alla mammella.
    In questo caso il lipofilling potrebbe essere indicato dopo l’impianto mammario per correggere eventuali ipotrofie o asimmetrie mammarie.
  • Per riempire i polpacci.
    Molti uomini si rivolgono al chirurgo plastico per migliorare questa zona del corpo che per costituzione resta sottile e scarna nonostante gli allenamenti in palestra.
  • Correzione degli esiti cicatriziali.
    In questo caso il lipofilling può essere impiegato per sollevare e riempire cicatrici depresse (affossate).
  • Correzione delle mani troppo magre e/o invecchiate.
    Il lipofilling come un filler viene inserito con una micro cannula migliorando la compattezza e il turgore dell’area trattata.

 

Cos’è il lipofilling: la tecnica chirurgica

Lipofilling e volumi del corpoLa tecnica di lipofilling consiste nell’aspirare un certo quantitativo di adipe, attraverso le cannule utilizzate per la lipoaspirazione, da una regione corporea più ricca di tessuto adiposo, regione che viene definita “zona donatrice”. Una volta aspirata la quantità necessaria di tessuto adiposo, l’adipe verrà purificato dai residui di scarto e verrà mantenuto il grasso più ricco di cellule vitali che non solo favoriranno un riempimento più stabile e duraturo, ma grazie alla presenza di cellule staminali, di cui è ricco il grasso autologo, favoriranno una rigenerazione profonda con la conseguente biostimolazione dei tessuti trattati.

Questa procedura chirurgica offre molteplici vantaggi e viene utilizzata di frequente nella chirurgia plastica, nella chirurgia estetica e nella chirurgia ricostruttiva. Il lipofilling è utilizzato con successo in diversi ambiti e spesso viene associato ad altre procedure chirurgiche, come ad esempio:

  • Il lifting del viso.
    Il lipofilling può essere associato al lifting per ridonare al volto i volumi persi con l’invecchiamento o per aumentare la proiezione degli zigomi.
  • La blefaroplastica.
    In questo caso il lipofilling può essere associato alla blefaroplastica per riempire e armonizzare  il contorno occhi in presenza di occhiaie persistenti e/o occhi infossati.
  • La liposuzione.
    In questo ambito il lipofilling viene integrato per armonizzare, correggere, aumentare il volume delle zone che richiedono una maggior proiezione o definizione (body contouring).
  • La mastoplastica additiva.
    Nel caso della mastoplastica additiva, il lipofilling viene associato per migliorare, armonizzare e correggere i contorni del seno in particolari casi, come ad esempio una scarsa copertura dell’impianto protesico.
  • La gluteoplastica.
    In questo intervento della regione dei glutei, il lipofilling viene associato sia nel caso di impianto protesico di ultima generazione, per armonizzare i contorni e la tonicità dei glutei, o  viene utilizzato ad uso esclusivo associando se necessario il lifting del gluteo al lipofilling per una rimodellamento dei glutei senza protesi.

I benefici del lipofilling

Il lipofilling è una tecnica chirurgica che può essere impiegata in qualunque zona del viso e del corpo che presenti una carenza di volume. E’ una procedura sicura che conferisce ai tessuti una nuova vitalità nella struttura e nella forma.

La parte trattata viene rigenerata dall’effetto biostimolante dato dai fattori di crescita contenuti nel tessuto adiposo. Solo una percentuale del grasso infiltrato viene riassorbito, in media il( 30-40%) la maggior parte di esso rimane stabile in situ, per tale ragione il chirurgo plastico preleverà ed infiltrerà un quantitativo di adipe che tenga conto di questo riassorbimento. Il lipofilling può essere ripetuto a distanza di tempo in base alle necessità individuali.

La tecnica infiltrativa viene eseguita in anestesia locale ma se il lipofilling viene integrato ad altro intervento chirurgico come ad esempio il lifting del viso, il paziente godrà anche di una sedazione profonda. Dopo l’intervento verrà eseguito un bendaggio per favorire il contenimento e la normalizzazione dei tessuti, tale bendaggio verrà tenuto per alcuni giorni (in base alla zona trattata e al tipo di procedura chirurgica utilizzata).

Il chirurgo plastico darà indicazioni secondo il caso specifico sulla gestione delle ecchimosi e dell’edema post operatorio, che si risolveranno nel giro di qualche giorno. Il lipofilling conferirà alla zona trattata un aspetto sano e naturale. Il costo del lipofilling potrà essere stabilito solo dopo un’accurata visita specialistica.

Come ogni altra procedura chirurgica si raccomanda di rivolgersi ad un chirurgo plastico altamente qualificato.

 


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Body contouring: la strategia chirurgica

Cos’è il body contouring?

Il body contouring è una strategia chirurgica che coniuga diverse tecniche di chirurgia plastica, chirurgia estetica e chirurgia ricostruttiva. Questa combinazione strategica nasce per ristrutturare il contorni del corpo in una visione d’insieme. Durante la visita con il chirurgo plastico viene valutata la distribuzione irregolare del grasso distrettuale, il grado di flaccidità dei tessuti, l’eccesso di pelle e la ptosi cutanea che presenta il paziente. Questo approccio chirurgico multitecnica utilizza diverse metodiche atte a risolvere più inestetismi.

Chi è il candidato ideale per il body contouring?

Il candidato ideale per l’intervento di body contouring è il paziente ex obeso, che si è sottoposto a procedure chirurgiche per la perdita di peso come il bypass gastrico. Tuttavia con l’avanzare delle tecniche chirurgiche e il raffinamento delle metodiche, questo approccio viene utilizzato anche in quadri meno severi, ovvero in quelle situazioni che richiedono una ridistribuzione dei volumi corporei  e una definizione attraverso riempimento e modellamento.

 

Quali sono le tecniche chirurgiche più utilizzate nel body contouring?

Body contouring ex obesiLe tecniche spesso associate per eseguire il body contouring sono:

  • L’addominoplastica: questa tecnica chirurgica prevede l’asportazione di porzioni di tessuto in eccesso a carico dell’addome, i vantaggi sono sia estetici che funzionali, spesso associato alla, liposuzione.
  • La mastopessi: questa procedura chirurgica viene utilizzata dal chirurgo plastico per rimodellare il seno cadente o svuotato con o senza l’ausilio di protesi mammarie.
  • Il lifting delle braccia: il lifting delle braccia o (brachioplastica) prevede l’asportazione dell’eccesso di pelle, questo intervento chirurgico conferisce alle braccia una nuova linea e restituisce turgore ai tessuti che in precedenza erano lassi.
  • Il lifting delle cosce: questo intervento prevede l’asportazione l’asportazione del tessuto cutaneo in eccesso a carico degli arti inferiori. La ptosi cutanea si localizza prevalentemente nella regione interna delle cosce provocando disagi estetici e non di rado anche disturbi infiammatori e patologie cutanee.
  • La mastoplastica: quando si parla di mastoplastica ci si riferisce a quelle metodiche chirurgiche che prevedono la ricostruzione e il rimodellamento o la riduzione del seno (mastoplastica riduttiva) con o senza l’ ausilio di protesi mammarie.
  • Il lipofilling: tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo di grasso autologo per riempire e modellare.
  • La gluteoplastica: intervento di lifting del gluteo per sollevare e ridare forma a glutei piatti o svuotati. L’intervento di gluteoplastica spesso si associa al lipofilling.
  • La torsoplastica: l’intervento di torsoplastica prevede il rimodellamento contemporaneo di addome, fianchi e glutei.

 

Benefici del body contouring

Il body contouring ridona al paziente un corpo armonioso. I benefici sono riscontrabili sia da un punto di vista fisico che psicologico. Come ogni altra procedura chirurgica raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un chirurgo altamente qualificato.

 


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Quando pensare alla riduzione mammaria: mastoplastica riduttiva.

Il seno rappresenta una parte molto importante nel corpo della donna, esso infatti da sempre è simbolo di femminilità. Se per alcune donne un seno troppo piccolo può comportare un certo disagio, c’è chi vive con il problema opposto ovvero un seno eccessivamente grande. Quando l’ipertrofia mammaria si presenta precocemente già in età post-adolescenziale, presentando oltre ai grandi volumi anche delle asimmetrie mammarie, è bene intervenire chirurgicamente il prima possibile per prevenire problemi in diversi ambiti.

Un seno eccessivamente grande infatti può comportare non solo un disagio psicologico legato al vestire o all’esporsi al mare, ma può provocare anche un disagio relazionale perché spesso ci si trova al centro di sguardi o commenti non desiderati. Un seno troppo grande può comportare anche problemi legati alla salute come una postura scorretta, dolore alla schienadifficoltà nelle attività motorie, ulcerazioni nella piega sottomammaria.

Le cause di un seno troppo sviluppato possono essere legate a caratteristiche genetiche, al sovrappeso, alla gravidanza, alla recettività ormonale del tessuto mammario.

Riduzione mammaria: visita con il chirurgo plastico

Ridurre dimensione del senoDurante la visita con il chirurgo plastico verrà valutato il grado di severità del problema ( lieve, moderato o severo) che presenta la paziente, eventuali asimmetrie mammarie nonché verrà valutata la figura della paziente nel suo complesso per conferire nuova armonia.

Verranno prescritti accertamenti clinici per confermare il buono stato di salute e l’idoneità all’intervento. La paziente verrà informata circa il tipo di risultato che si otterrà nel caso specifico, grandezza del seno, procedure chirurgiche che verranno adottate, anestesia, post-operatorio e gli esiti cicatriziali che l’intervento comporta.

In cosa consiste l’intervento di mastoplastica riduttiva?

L’intervento di riduzione mammaria prevede la rimozione del tessuto mammario in eccesso. Il chirurgo plastico asporterà secondo il caso, porzioni di tessuto ghiandolare, pelle e grasso. Nel caso di seni svuotati da importanti dimagrimenti o dall’allattamento, verranno posizionate delle protesi mammarie della giusta grandezza, sollevato il seno (mastopessi) e verrà riposizionata l’areola più in alto. Il seno al termine dell’intervento risulterà gradevole, armonioso e ben integrato nell’immagine corporea della paziente.

Il post-operatorio della riduzione del seno

Dopo l’intervento verrà fatto un bendaggio contenitivo e la paziente dovrà indossare un reggiseno sportivo per almeno un mese. L’attività lavorativa potrà essere ripresa dopo 8/10 giorni se si tratta di un lavoro sedentario. L’attività sportiva invece potrà essere ripresa dopo 6/8 settimane, ma verrà stabilito secondo il caso specifico dal chirurgo plastico.

Benefici della mastoplastica riduttiva

I benefici della riduzione mammaria sono molteplici sia da un punto di vista fisico che psicologico. Avere un seno della giusta grandezza, ovvero adeguato alla propria statura, altezza e peso, conferirà un miglioramento della propria immagine corporea, questo si rifletterà positivamente sul proprio look, sul sentirsi a proprio agio con il proprio corpo in relazione a se stessi e agli altri.

In termini di salute fisica, un seno adeguato al proprio corpo non graverà sulla salute della schiena, sulla cattiva postura, sulla limitata attività fisica, non comporterà problemi dermatologici legati alle ulcerazioni del solco mammario e sul disagio sia fisico che emotivo che un seno troppo ingombrante comportava.

Nel prendere in considerazione l’intervento di mastoplastica riduttiva, raccomandiamo di rivolgersi ad un chirurgo plastico altamente qualificato. Il costo della mastoplastica riduttiva verrà stabilito durante la visita specialistica.


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Otoplastica: una risposta chirurgia ad un disagio psicologico

L’otoplastica è un intervento chirurgico utilizzato per la correzione e il rimodellamento delle orecchie ad ansa, o più comunemente chiamate orecchie a sventola. Questo inestetismo colpisce sia maschi che femmine e si evidenzia già in età prescolare. Purtroppo è un inestetismo che non migliora con lo sviluppo, e per tale motivo la chirurgia plastica si è dimostrata un’efficace risposta al problema estetico e alle conseguenze psicologiche che questo inestetismo può comportare, specie nei giovani pazienti.

Eseguendo l’intervento di otoplastica, il chirurgo plastico potrà correggere sia la dimensione del padiglione auricolare che la sua forma e, se necessario, eseguire delle correzioni di altri particolari dei padiglioni e dei lobi. Tali eventuali asimmetrie sono spesso dovute a difetti congeniti, ma possono verificarsi inestetismi della regione auricolare anche a seguito di eventi traumatici o tumori.

Il paziente candidato all’intervento di otoplastica presenta una o più delle seguenti problematiche:

  • orecchie ad ansa o a “sventola”,
  • orecchie troppo grandi,
  • orecchie asimmetriche,
  • padiglioni dismorfici,
  • lobi bifidi
  • lobi troppo grandi o lesionati,
  • esiti post-chirurgici successivi alla rimozione di un tumore dal padiglione auricolare.

orecchie a sventola bullismo intevento bambiniSpesso il problema delle orecchie a sventola è patito nel periodo scolastico dove iniziano i primi rapporti sociali con i coetanei, per tale motivo molti genitori si interessano a questa procedura chirurgica perché preoccupati dal disagio dei propri figli sia piccoli che adolescenti. Non di rado, infatti, si possono sentire sottoposti allo stress emotivo causato dalla derisione dei compagni di scuola, oltre alla non remota possibilità di divenire vittime di bullismo.

Ma tra i candidati all’intervento di otoplastica non mancano gli adulti, sia uomini che donne, che spesso si rivolgono al chirurgo plastico perché stanchi di convivere con questa forma di inestetismo che va anche a limitare il proprio look, facendo sentire la necessità di nascondere le orecchie con i capelli.

LA VISITA CON IL CHIRURGO PLASTICO

Il chirurgo plastico valuterà attraverso un attento e scrupoloso esame  il problema oggettivo legato all’inestetismo delle orecchie presentato dal paziente, ma terrà conto anche del disagio psicologico che questo inestetismo comporta per il paziente.

Durante la visita verrà esaminata la storia clinica del paziente ed eventuali patologie, inoltre verranno prescritte analisi ed esami strumentali per accertare lo stato di salute generale. Dopo tali accertamenti si potrà procedere alla programmazione dell’intervento. Verranno date inoltre tutte le informazioni relative all’anestesia e verrà fatta una visita specialistica con l’anestesista in sede preoperatoria.

Per l’otoplastica in genere, la tecnica anestesiologica prevede un anestesia locale e una sedazione generale, per favorire il rilassamento del paziente. Questa procedura è adatta anche per pazienti in età pediatrica. L’intervento di otoplastica non necessita di ricovero; dopo qualche ora in osservazione il paziente potrà fare ritorno a casa.

OTOPLASTICA: IL POST-OPERATORIO

Al termine dell’intervento, la testa verrà fasciata con un bendaggio elastico con lo scopo sia contenitivo che protettivo, questo favorirà una corretta cicatrizzazione dei padiglioni secondo la forma ottimale. Durante le prime 48 ore successive all’intervento sarà raccomandato di rimanere a completo riposo. Inoltre, il chirurgo plastico consiglierà al paziente una serie di utili comportamenti da adottare in questa fase post-operatoria. Dopo alcuni giorni, durante la visita di controllo, il bendaggio verrà sostituito con una fascia elastica.

Le attività lavorative nell’adulto potranno essere riprese dopo una settimana, purché si tratti di una professione che non comporti sforzi. Nei bambini invece si consiglia un periodo più lungo, di circa due settimane, cosi da evitare situazioni di pericolo che possano compromettere il buon esito dell’otoplastica.

I VANTAGGI DELL’OTOPLASTICA

L’otoplastica è una procedura chirurgica che si è dimostrata efficace nel alleviare il disagio psicosociale riscontrato nella maggioranza dei bambini con le “orecchie a sventola”.

L’otoplastica migliora  l’autostima e la qualità di vita sociale di adulti, bambini e adolescenti. Le cicatrici postoperatorie sono trascurabili e ben nascoste dietro il padiglione auricolare.

Il costo dell’intervento di otoplastica verrà definito dal chirurgo plastico dopo un attento esame del paziente e delle sue problematiche. Raccomandiamo di rivolgersi ad un chirurgo plastico dalla comprovata esperienza e professionalità.

 


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Rinoplastica, non solo una questione estetica.

Quando parliamo di rinoplastica, ci riferiamo ad una correzione chirurgica che comporta una modificazione del naso nelle sue principali strutture, ovvero: ossa nasalisetto nasale e le cartilagini.

Le motivazioni per prendere in considerazione l’intervento di rinoplastica sono svariate: possono riguardare anomalie nasali congenite  (ad es. la gobba nasale, la punta rivolta verso il basso, narici molto dilatate) o anomalie di origine traumatica causate da un incidente o da un forte impatto nella regione nasale che abbia comportato la rottura del setto.

Va detto che oltre al problema di natura estetica si possono sommare disagi di natura funzionale, quali:

  • deviazione del setto nasale,
  • turbinati  ipertrofici
  • disagi di natura psicologica, che possono portare alcuni soggetti ad una compromissione della socialità.

PRIMA VISITA CON IL CHIRURGO PLASTICO

Durante la visita  preoperatoria, il chirurgo plastico valuterà in prima analisi le strutture anatomiche del naso e la funzionalità nella respirazione. Successivamente studierà il piano di intervento tenendo conto di tutti i criteri di valutazione in base alle  problematiche da affrontare e risolvere.

intervento al naso funzionale uomoIl chirurgo plastico valuterà, dopo un attento esame, il tipo di tecnica da eseguire, se operare con una rinoplastica tradizionale (con incisioni interne attraverso le narici) o con la tecnica open rinoplasty (incisioni con accesso diretto, con ribaltamento della cute incidendo la base della punta del naso).  Le cicatrici della rinoplastica sono irrisorie e resteranno ben nascoste, non comportando problemi estetici nel post-operatorio.

Durante la visita pre-operatoria, inoltre, il chirurgo plastico valuterà lo stato di salute generale del paziente e prescriverà esami di laboratorio ed esami strumentali specifici.

Se il paziente risulterà  idoneo all’intervento di rinoplastica si stabilirà una data e si darà seguito all’intervento di chirurgia plastica.

Nel caso il paziente fosse una donna si consiglierà di non effettuare l’intervento durante il periodo mestruale per evitare un maggior sanguinamento intra e post operatorio. Nel caso di un paziente uomo non ci sono accorgimenti particolari oltre le indicazioni di routine che darà il chirurgo plastico.

RINOPLASTICA: IL POST-OPERATORIO

Nel post rinoplastica verranno applicati dei tamponi che verranno rimossi dopo 24/48 ore, mentre il gessetto/tutore protettivo applicato sul dorso del naso, verrà rimosso dopo un periodo di circa 7 giorni.

Il paziente potrà tornare alle attività lavorative dopo 3/5, giorni. Il periodo può variare in base al tipo di professione svolta dal paziente. Durante la visita di controllo post-operatoria, il chirurgo plastico valuterà se sarà necessario far effettuare un linfodrenaggio del viso per aiutare a far defluire l’edema della regione sotto orbitaria.

Raccomandiamo di rivolgersi esclusivamente ad un chirurgo plastico dalla comprovata professionalità, che valuterà e concerterà dei collaboratori fidati per seguire il paziente nella fase del post-operatorio con  un programma mirato e personalizzato.

RINOPLASTICA: I BENEFICI

Il/la paziente beneficerà di un armonia nel profilo del volto e, nel caso di  pregressi malfunzionamenti, potrà godere di una ritrovata funzionalità respiratoria. I benefici sul piano psicologico sono legati al vedersi finalmente senza il difetto che rendeva difficile il confronto con gli altri.

Per motivi di serietà il costo della rinoplastica dovrebbe esse stabilito dopo un accurata visita con il chirurgo plastico.

 


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Biostimolazione della pelle: di cosa si tratta?

La Biostimolazione, o biorivitalizzazione, è un trattamento di medicina estetica che deve essere eseguito da un professionista del settore. La biostimolazione è un trattamento iniettivo, ovvero prevede l’inoculazione di prodotti specifici allo scopo di favorire la rigenerazione dei componenti cellulari ed extracellulari a livello dermico, con conseguente miglioramento dei tessuti.

L’obiettivo di questo trattamento di medicina estetica è quello di incrementare l‘elasticità della pelle, l’idratazione dei tessuti trattati, migliorare il tono cutaneo e rigenerare la pelle, la quale risulterà più fresca, luminosa e tonica.

QUALI SOSTANZE FANNO BENE ALLA NOSTRA PELLE? 

I prodotti biostimolanti sono spesso a base di aminoacidi, vitamine antiossidanti (A,C,E), polinucleotidi, acido ialuronico, oligoelementi. Tali sostanze nutrienti, idratanti e rigeneranti, vengono iniettate nella pelle per stimolare la matrice dermica al fine di favorire la produzione di collagene ed elastina, migliorandone la qualità e la quantità.

I polinucleotidi e le vitamine antiossidanti sono utilizzati per favorire la rigenerazione dei tessuti in caso di danni al DNA causati dai radicali liberi o dai danni da esposizione solare. I polinucleotidi si sono dimostrati efficaci nell’incrementare la sintesi dei fattori di crescita migliorando cosi l’ossigenazione e l’apporto dei nutrienti nei tessuti.

In caso di pelle particolarmente danneggiata e fortemente disidratata dal sole e/o stressata dal fumo di sigaretta, il chirurgo estetico potrà prendere in considerazione l’utilizzo di un gel biostimolante a base di acido ialuronico ad effetto hidrobalance, con lo scopo di richiamare acqua nel derma profondo e riportare, seduta dopo seduta, i tessuti ad un giusto equilibrio idrico con un conseguente miglioramento dell’idratazione e del turgore della pelle.

PER CHI E’ INDICATA LA BIOSTIMOLAZIONE?

BiostimolazioneLa biostimolazione non aumenta i volumi ma migliora la compattezza della pelle e la sua elasticità ed è pertanto indicata a tutti quei soggetti, uomini e donne, che non vogliono stravolgere il loro corpo o il loro viso, ma che desiderano migliorarne l’estetica e la qualità, il che si traduce in un aspetto curato e una pelle più bella e più sana. Rappresenta pertanto una tecnica che va considerata anche in ottica di estetica maschile e non solo femminile.

La biostimolazione pertanto è indicata per:

  • Ringiovanire viso/collo/décolleté
  • Rassodare l’interno delle braccia e delle cosce
  • Trattare danni cutanei e invecchiamento da intensa esposizione solare
  • Migliorare la texture cutanea in caso di pelle disidratata e avvizzita
  • Supportare trattamenti di medicina estetica come, ad esempio: peeling, laser, needling
  • Preparare i tessuti ad interventi di chirurgia plastica
  • Mantenere e supportare i tessuti nel post-operatorio (es. lifting al viso, lifting delle cosce, brachioplastica)

I benefici della biostimolazione per la pelle sono davvero molti, ricordiamo però l’importanza di mantenere un sano stile di vita attraverso una corretta alimentazione, bere i giusti quantitativi di acqua, evitare il sole nelle ore più calde, proteggere sempre la pelle con un adeguato prodotto solare, evitare il fumo. Raccomandiamo inoltre di adoperare prodotti specifici per la cura della pelle, creme e/o sieri da applicare mattina e sera, adatti al proprio tipo di pelle che tengano conto delle specifiche necessità.

Il piano terapeutico riguardo al numero di sedute e alla loro frequenza verrà stabilito dal chirurgo estetico, il quale valuterà inoltre il tipo di biostimolazione più adatta alle esigenze del singolo paziente.

Verrà infine studiata una terapia domiciliare personalizzata  per supportare i benefici della biostimolazione.

 


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Carbossiterapia: di cosa si tratta?

L’utilizzo dell’anidrite carbonica risale al lontano 1935, quando presso la stazione termale di Royat, in Francia, molti pazienti si sottoponevano a trattamenti basati sull’uso di questo gas. Già allora era stato riscontrato l’effetto benefico del CO2 nel contrastare disturbi vascolari di diversa natura.

Il termine carbossiterapia fu introdotto successivamente, nel 1995, in occasione del XVI congresso nazionale di medicina estetica. Da allora questa metodica si è diffusa in diverse parti del mondo e viene praticata con successo per affrontare diverse problematiche o inestetismi.

CARBOSSITERAPIA: IN COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO?

La carbossiterapia è un trattamento di medicina estetica. La seduta si svolge attraverso l’erogazione dell’anidrite carbonica (CO2) nel tessuto sottocutaneo, a livello del derma o dell’ipoderma. Questo avviene mediante un piccolo e sottilissimo ago sterile monouso, che è collegato ad un apposito macchinario che eroga CO2. La velocità e la quantità di CO2 erogata verrà stabilita dal chirurgo estetico in base alle caratteristiche della zona e dal tipo di problematica da trattare.

La carbossiterapia è estremamente efficace e sicura. La seduta di norma è ben tollerata, ma i pazienti più sensibili potrebbero avvertire un leggero bruciore o fastidio nel punto in cui viene inoculato il gas. Nei  soggetti con fragilità capillare potrebbe comparire qualche piccola ecchimosi (livido) nei giorni successivi alla seduta, ma i benefici del trattamento superano di gran lunga questi piccoli fastidi transitori. La carbossiterapia non comporta rischio di embolie né reazioni allergiche.

CAMPI D’AZIONE DELLA CARBOSSITERAPIA

La carbossiterapia è attiva sul microcircolo: riapre i capillari chiusi e riattiva quelli malfunzionanti. Aumentando le percentuali di ossigeno a livello dei tessuti, migliora problematiche quali:

  • cattiva circolazione,
  • insufficienza venosa,
  • insufficienza linfatica,
  • gambe gonfie,
  • ulcere varicose e ulcere di varia natura,
  • cellulite,
  • adiposità, 
  • sindrome delle gambe senza riposo,
  • linfedema,
  • fenomeno di Raynaud,
  • dark circle (occhiaie).

La carbossiterapia e la pelle

Sottoponendo la pelle a trattamenti basati sulla CO2 si è riscontrato un miglioramento dell’ossigenazione dei tessuti , un incremento dell’elasticità cutanea, un ringiovanimento complessivo dell’area e la tonificazione dei tessuti trattati. Si è riscontrato un miglioramento nelle zone colpite da smagliature, cicatrici. La carbossiterapia viene utilizzata anche in dermatologia in caso di psoriasi e alopecia.

 Carbossiterapia e adiposità

La carbossiterapia è efficace anche a livello del tessuto adiposo, sia per l’effetto lipoclasico, grazie alla rottura delle membrane delle cellule adipose, sia per l’aumento della lipolisi legata all’aumento dell’ossigenazione della zona trattata. Ne consegue una riduzione dell’adiposità localizzata.

La carbossiterapia nel pre-operatorio e nel post-operatorio

Carbossiterapia trattamento esteticoLa carbossiterapia si è dimostrata un utile supporto nel pre-operatorio e nel post-operatorio in quei soggetti con tessuti lassi e ipotonici. Prima delle liposuzioni risulta utile nel preparare la zona allo scollamento, mentre nel periodo del post-operatorio contribuisce alla rigenerazione dei tessuti e al modellamento di eventuali piccole irregolarità cutanee dovute a quadri cellulitici sclerotizzati.

La carbossiterapia è una metodica che ben si abbina al body contouring nel definire i contorni del corpo. Dopo il lifting del viso, il lifting delle cosce e il lifting delle braccia, contribuisce al mantenimento e alla rigenerazione dei tessuti.

Carbossiterapia: costi e considerazioni conclusive

Come abbiamo visto, la carbossiterapia è un trattamento con svariati effetti benefici. Il numero delle sedute e la loro frequenza verranno stabilite durante una visita accurata con il chirurgo plastico che, in base alle problematiche del paziente, studierà la strategia più efficace.

Il costo della carbossiterapia sarà valutato dal chirurgo plastico in funzione della zona da trattare e dall’entità del problema.

 


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Diastasi post-gravidica: la risposta chirurgica

Cos’è la diastasi post-gravidica? Molte donne sono colpite da questo problema che riguarda la parete addominale del proprio corpo dopo aver affrontato una o più gravidanze. Vedremo  in breve cosa accade all’addome femminile in questo particolare momento della vita.

Prima di affrontare una gravidanza i muscoli retti dovrebbero essere uniti al centro dell’addome stesso, lungo la linea alba. Durante il periodo della gravidanza e del suo avanzare, questi muscoli si allontanano progressivamente dal centro fino a separarsi l’uno dall’altro, lasciando al centro dell’addome una zona di “debolezza” che dopo il parto necessita solitamente di qualche mese per tornare alla sua posizione originaria.  Quando questo non avviene, parliamo di diastasi post-gravidica.

Per diastasi addominale si intende pertanto la separazione permanente del muscolo retto addominale di destra da quello di sinistra lungo la linea alba. Questo è dovuto dalla distensione dell’utero e del suo progressivo aumento di volume.

La linea alba, formata da tessuto connettivo, tende via via ad assottigliarsi causando la separazione dei muscoli retti dell’addome femminile.

 

DIASTASI POST-GRAVIDICA:
NON SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA

La diastasi post-gravidica può comportare una serie di disagi. L’aspetto estetico è sicuramente importante per ogni donna, ma la diastasi addominale può comportare sintomi, disturbi o patologie che possono compromettere o limitare fortemente l’attività fisica.

Tra i disturbi  più frequenti troviamo il mal di schiena (dorsale o lombare), l‘ernia ombelicale e/o ernia epigastrica, inoltre si può avvertire gonfiore addominale, disturbi della digestione, sensazione di pesantezza nella zona pelvica, alterazioni della corretta postura in iperlordosi (accentuata curva della colonna lombare).

 

DIASTASI POST PARTO E FLOPPY ABDOMEN

Floppy abdomen, chirurgia plasticaIn alcuni casi alla diastasi post-gravidica si può associare il “floppy abdomen“, che si traduce  letteralmente in “pancia molle“. La donna con la diastasi, che si trova ad affrontare anche questo antiestetico problema di floppy abdomen, può trovare la soluzione in un approccio chirurgico multidisciplinare, o combinato, atto a risolvere sia la parte funzionale che la parte estetica.

Per riconoscere la presenza della diastasi addominale ed eventuali altre problematiche a essa associate, è necessaria la valutazione e la diagnosi di un chirurgo esperto che, tramite una visita specialistica accurata, valuterà il tipo di intervento da eseguire in base al grado di severità della diastasi addominale post-gravidica.

Durante la visita il chirurgo valuterà anche la possibilità di intervenire successivamente alla riparazione funzionale della diastasi con un intervento di addominoplastica laddove fosse necessario.

Se la paziente risulterà idonea all’intervento, verranno prescritte analisi, visite specialistiche ed esami strumentali.

DIASTASI POST-GRAVIDICA E ADDOMINOPLASTICA

Spesso dove necessario si potranno associare due interventi, la risoluzione della diastasi post-gravidica e  l’addominoplastica. Questo avviene soprattutto nelle donne che hanno avuto gravidanze multiple o gemellari.

La diastasi addominale, infatti, può essere accompagnata da un antiestetico eccesso di pelle a livello dell’addome. Il chirurgo plastico durante l’intervento di riduzione della diastasi potrà effettuare anche un intervento di chirurgia plastica dell’addome. La pelle e grasso in eccesso verranno rimossi  e quello che resterà sarà una cicatrice posizionata nella stessa linea di quella di un cesareo, rimanendo pertanto ben nascosta.

Il risultato per la donna risulterà essere su più fronti: oltre alla risoluzione del problema della diastasi post-gravidica con l’intervento funzionale, la paziente grazie all’addominoplastica potrà beneficiare di un recupero dell’armonia estetica del proprio addome, e con esso il miglioramento della silouette.

Questo  benessere psicofisico rinnova il piacere di sentirsi più a proprio agio con il proprio corpo e con gli altri.

 

IL POST OPERATORIO:
DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI DELL ADDOME

Nel post operatorio della diastasi post-gravidica, il chirurgo raccomanderà di indossare una guaina addominale per le successive 4 settimane. In questo periodo la paziente non dovrà fare sforzi, limitandosi al massimo a svolgere un lavoro sedentario.

Durante tale periodo sarà monitorata attraverso controlli periodici stabiliti dal chirurgo plastico. Trascorso il tempo di guarigione dei tessuti, la paziente potrà tornare a svolgere qualunque attività fisica, anche quella sportiva.

Nei mesi successivi, la paziente potrà seguire un “protocollo di mantenimento dei tessuti” consigliato dal proprio chirurgo plastico.

 


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