Chirurgia plastica etica: al di sopra delle mode

La società attuale vive una ricerca costante della “novità a tutti i costi”, sostenuta da modelli di riferimento della moda, dei social e del mondo dello spettacolo. L’essere al passo con i tempi non è di per sé sbagliato, ma spesso si assiste ad una omologazione di massa. Le fasce più colpite da questo fenomeno sono gli adolescenti, alla ricerca della propria identità e affermazione; ma anche tra gli adulti di mezza età, che iniziano a temere di perdere il proprio fascino e la propria bellezza, possono risultare vulnerabili a questo vissuto di inadeguatezza.

Nel mondo della chirurgia plastica non è raro riscontrare, soprattutto oltre oceano, degli eccessi legati ad una ricerca ossessiva dei modelli di stile, purtroppo non sempre consoni ai canoni della sobrietà e del buon gusto. Seni eccessivamente grandi, labbra e zigomi troppo gonfi o visi talmente “tirati” da risultare inespressivi.

Questa tendenza spesso spaventa chi invece desidera migliorare il proprio aspetto in modo raffinato e naturale, come se passasse il concetto che non possa esistere un approccio estetico chirurgico equilibrato e funzionale.

Il chirurgo plastico deve sempre dire di “sì”?

La parola chiave è armonia. La bellezza passa per la ricerca dell’armonia nei lineamenti del viso e nelle forme corporee. Il chirurgo plastico ed estetico durante il colloquio con il paziente dovrà capire prima di tutto le esigenze e le richieste del proprio assistito. Se le richieste risultassero inadeguate, al punto tale che possano creare delle difficoltà pratiche o dei problemi di salute, il chirurgo plastico dovrà saper spiegare al paziente per quale ragione non sia opportuno effettuare la procedura richiesta.

A tal proposito, un esempio potrebbe essere quando al chirurgo plastico viene richiesta una mastoplastica additiva, al fine di ottenere un seno eccessivamente grande, da una donna di piccola statura e corporatura minuta. Un seno troppo grande, al di là dei gusti personali o dalle mode del momento, può comportare un peso eccessivo per l’apparato muscolo-scheletrico, alterando la postura della paziente e compromettendo nel tempo la salute della colonna vertebrale.

Il chirurgo plastico dovrà consigliare al meglio il paziente, anche arrivando a sconsigliare l’intervento o il tipo di trattamento richiesto se non adatto alle caratteristiche corporee del richiedente. Rifiutare una richiesta esplicita di intervento non è una cosa che il chirurgo plastico agisce con semplicità; in tali casi il bravo medico deve agire in funzione della propria etica professionale, spiegando accuratamente i motivi per i quali l’intervento richiesto potrebbe avere risvolti negativi per il paziente.

 

Etica professionale e ricerca della bellezza possono andare d’accordo!

Chirurgia estetica e rapporto medico pazienteLa chirurgia plastica consapevole è una grande risorsa, perché può davvero portare a migliorare l’armonia corporea ed eliminare quei difetti che compromettono la visione che abbiamo di noi stessi.

Può capitare nell’esperienza di vita di una persona quel momento di disagio per la propria fisicità, legato magari a questioni relazionali e affettive. Molto spesso, la richiesta di interventi estetici è legata a momenti in cui la propria autostima è stata messa in discussione da altri o da noi stessi, rispetto al tempo che passa.

 

L’etica del chirurgo plastico si può evincere anche dalla considerazione di tali aspetti, in quanto il professionista non approfitterà delle insicurezze o delle instabilità del paziente, bensì lo consiglierà al meglio, accertandosi che sia pienamente consapevole e bene informato rispetto al miglioramento della propria immagine.

Se il paziente è idoneo all’intervento, e la richiesta che presenta è consona, il chirurgo plastico valuterà la strategia chirurgica più adatta. Prescriverà inoltre analisi  e controlli strumentali per accertarsi del buono stato di salute del suo assistito.

Raccomandiamo, come sempre, di rivolgersi ad un chirurgo plastico dalla comprovata professionalità ed esperienza.

 


Crediti immagini: jcomp, nikitabuida

Volumi ritrovati con il lipofilling

Il lipofilling è una procedura chirurgica nata per rimodellare e armonizzare i volumi corporei laddove se ne evidenzi una mancanza o una carenza. Il lipofilling può essere eseguito sia sul viso che sul corpo con risultati naturali, senza comportare il rischio di allergie o di rigetto. Ma in quali ambiti viene utilizzata questa tecnica chirurgica?

Lipofilling e liporistrutturazione

  • Il ringiovanimento del viso.
    Il lipofilling può essere utilizzato come un filler per rimpolpare zigomi, riempire il solco naso-genieno, armonizzare il contorno occhi, migliorare i profili del viso e la loro tonicità.
  • Per trattare il viso scarno.
    Il lipofilling armonizza i volumi e rimpolpa le zone del volto più carenti.
  • Per trattare glutei svuotati.
    Il lipofilling può avere lo scopo di rimpolpare delle natiche poco evidenti e svuotate.
  • Esiti post-intervento chirurgico nel trattamento del tumore alla mammella.
    In questo caso il lipofilling potrebbe essere indicato dopo l’impianto mammario per correggere eventuali ipotrofie o asimmetrie mammarie.
  • Per riempire i polpacci.
    Molti uomini si rivolgono al chirurgo plastico per migliorare questa zona del corpo che per costituzione resta sottile e scarna nonostante gli allenamenti in palestra.
  • Correzione degli esiti cicatriziali.
    In questo caso il lipofilling può essere impiegato per sollevare e riempire cicatrici depresse (affossate).
  • Correzione delle mani troppo magre e/o invecchiate.
    Il lipofilling come un filler viene inserito con una micro cannula migliorando la compattezza e il turgore dell’area trattata.

 

Cos’è il lipofilling: la tecnica chirurgica

Lipofilling e volumi del corpoLa tecnica di lipofilling consiste nell’aspirare un certo quantitativo di adipe, attraverso le cannule utilizzate per la lipoaspirazione, da una regione corporea più ricca di tessuto adiposo, regione che viene definita “zona donatrice”. Una volta aspirata la quantità necessaria di tessuto adiposo, l’adipe verrà purificato dai residui di scarto e verrà mantenuto il grasso più ricco di cellule vitali che non solo favoriranno un riempimento più stabile e duraturo, ma grazie alla presenza di cellule staminali, di cui è ricco il grasso autologo, favoriranno una rigenerazione profonda con la conseguente biostimolazione dei tessuti trattati.

Questa procedura chirurgica offre molteplici vantaggi e viene utilizzata di frequente nella chirurgia plastica, nella chirurgia estetica e nella chirurgia ricostruttiva. Il lipofilling è utilizzato con successo in diversi ambiti e spesso viene associato ad altre procedure chirurgiche, come ad esempio:

  • Il lifting del viso.
    Il lipofilling può essere associato al lifting per ridonare al volto i volumi persi con l’invecchiamento o per aumentare la proiezione degli zigomi.
  • La blefaroplastica.
    In questo caso il lipofilling può essere associato alla blefaroplastica per riempire e armonizzare  il contorno occhi in presenza di occhiaie persistenti e/o occhi infossati.
  • La liposuzione.
    In questo ambito il lipofilling viene integrato per armonizzare, correggere, aumentare il volume delle zone che richiedono una maggior proiezione o definizione (body contouring).
  • La mastoplastica additiva.
    Nel caso della mastoplastica additiva, il lipofilling viene associato per migliorare, armonizzare e correggere i contorni del seno in particolari casi, come ad esempio una scarsa copertura dell’impianto protesico.
  • La gluteoplastica.
    In questo intervento della regione dei glutei, il lipofilling viene associato sia nel caso di impianto protesico di ultima generazione, per armonizzare i contorni e la tonicità dei glutei, o  viene utilizzato ad uso esclusivo associando se necessario il lifting del gluteo al lipofilling per una rimodellamento dei glutei senza protesi.

I benefici del lipofilling

Il lipofilling è una tecnica chirurgica che può essere impiegata in qualunque zona del viso e del corpo che presenti una carenza di volume. E’ una procedura sicura che conferisce ai tessuti una nuova vitalità nella struttura e nella forma.

La parte trattata viene rigenerata dall’effetto biostimolante dato dai fattori di crescita contenuti nel tessuto adiposo. Solo una percentuale del grasso infiltrato viene riassorbito, in media il( 30-40%) la maggior parte di esso rimane stabile in situ, per tale ragione il chirurgo plastico preleverà ed infiltrerà un quantitativo di adipe che tenga conto di questo riassorbimento. Il lipofilling può essere ripetuto a distanza di tempo in base alle necessità individuali.

La tecnica infiltrativa viene eseguita in anestesia locale ma se il lipofilling viene integrato ad altro intervento chirurgico come ad esempio il lifting del viso, il paziente godrà anche di una sedazione profonda. Dopo l’intervento verrà eseguito un bendaggio per favorire il contenimento e la normalizzazione dei tessuti, tale bendaggio verrà tenuto per alcuni giorni (in base alla zona trattata e al tipo di procedura chirurgica utilizzata).

Il chirurgo plastico darà indicazioni secondo il caso specifico sulla gestione delle ecchimosi e dell’edema post operatorio, che si risolveranno nel giro di qualche giorno. Il lipofilling conferirà alla zona trattata un aspetto sano e naturale. Il costo del lipofilling potrà essere stabilito solo dopo un’accurata visita specialistica.

Come ogni altra procedura chirurgica si raccomanda di rivolgersi ad un chirurgo plastico altamente qualificato.

 


Crediti immagini: cookie_studio, master1305

Otoplastica: una risposta chirurgia ad un disagio psicologico

L’otoplastica è un intervento chirurgico utilizzato per la correzione e il rimodellamento delle orecchie ad ansa, o più comunemente chiamate orecchie a sventola. Questo inestetismo colpisce sia maschi che femmine e si evidenzia già in età prescolare. Purtroppo è un inestetismo che non migliora con lo sviluppo, e per tale motivo la chirurgia plastica si è dimostrata un’efficace risposta al problema estetico e alle conseguenze psicologiche che questo inestetismo può comportare, specie nei giovani pazienti.

Eseguendo l’intervento di otoplastica, il chirurgo plastico potrà correggere sia la dimensione del padiglione auricolare che la sua forma e, se necessario, eseguire delle correzioni di altri particolari dei padiglioni e dei lobi. Tali eventuali asimmetrie sono spesso dovute a difetti congeniti, ma possono verificarsi inestetismi della regione auricolare anche a seguito di eventi traumatici o tumori.

Il paziente candidato all’intervento di otoplastica presenta una o più delle seguenti problematiche:

  • orecchie ad ansa o a “sventola”,
  • orecchie troppo grandi,
  • orecchie asimmetriche,
  • padiglioni dismorfici,
  • lobi bifidi
  • lobi troppo grandi o lesionati,
  • esiti post-chirurgici successivi alla rimozione di un tumore dal padiglione auricolare.

orecchie a sventola bullismo intevento bambiniSpesso il problema delle orecchie a sventola è patito nel periodo scolastico dove iniziano i primi rapporti sociali con i coetanei, per tale motivo molti genitori si interessano a questa procedura chirurgica perché preoccupati dal disagio dei propri figli sia piccoli che adolescenti. Non di rado, infatti, si possono sentire sottoposti allo stress emotivo causato dalla derisione dei compagni di scuola, oltre alla non remota possibilità di divenire vittime di bullismo.

Ma tra i candidati all’intervento di otoplastica non mancano gli adulti, sia uomini che donne, che spesso si rivolgono al chirurgo plastico perché stanchi di convivere con questa forma di inestetismo che va anche a limitare il proprio look, facendo sentire la necessità di nascondere le orecchie con i capelli.

LA VISITA CON IL CHIRURGO PLASTICO

Il chirurgo plastico valuterà attraverso un attento e scrupoloso esame  il problema oggettivo legato all’inestetismo delle orecchie presentato dal paziente, ma terrà conto anche del disagio psicologico che questo inestetismo comporta per il paziente.

Durante la visita verrà esaminata la storia clinica del paziente ed eventuali patologie, inoltre verranno prescritte analisi ed esami strumentali per accertare lo stato di salute generale. Dopo tali accertamenti si potrà procedere alla programmazione dell’intervento. Verranno date inoltre tutte le informazioni relative all’anestesia e verrà fatta una visita specialistica con l’anestesista in sede preoperatoria.

Per l’otoplastica in genere, la tecnica anestesiologica prevede un anestesia locale e una sedazione generale, per favorire il rilassamento del paziente. Questa procedura è adatta anche per pazienti in età pediatrica. L’intervento di otoplastica non necessita di ricovero; dopo qualche ora in osservazione il paziente potrà fare ritorno a casa.

OTOPLASTICA: IL POST-OPERATORIO

Al termine dell’intervento, la testa verrà fasciata con un bendaggio elastico con lo scopo sia contenitivo che protettivo, questo favorirà una corretta cicatrizzazione dei padiglioni secondo la forma ottimale. Durante le prime 48 ore successive all’intervento sarà raccomandato di rimanere a completo riposo. Inoltre, il chirurgo plastico consiglierà al paziente una serie di utili comportamenti da adottare in questa fase post-operatoria. Dopo alcuni giorni, durante la visita di controllo, il bendaggio verrà sostituito con una fascia elastica.

Le attività lavorative nell’adulto potranno essere riprese dopo una settimana, purché si tratti di una professione che non comporti sforzi. Nei bambini invece si consiglia un periodo più lungo, di circa due settimane, cosi da evitare situazioni di pericolo che possano compromettere il buon esito dell’otoplastica.

I VANTAGGI DELL’OTOPLASTICA

L’otoplastica è una procedura chirurgica che si è dimostrata efficace nel alleviare il disagio psicosociale riscontrato nella maggioranza dei bambini con le “orecchie a sventola”.

L’otoplastica migliora  l’autostima e la qualità di vita sociale di adulti, bambini e adolescenti. Le cicatrici postoperatorie sono trascurabili e ben nascoste dietro il padiglione auricolare.

Il costo dell’intervento di otoplastica verrà definito dal chirurgo plastico dopo un attento esame del paziente e delle sue problematiche. Raccomandiamo di rivolgersi ad un chirurgo plastico dalla comprovata esperienza e professionalità.

 


Crediti immagini: drobotdean, gpointstudio

Rinoplastica, non solo una questione estetica.

Quando parliamo di rinoplastica, ci riferiamo ad una correzione chirurgica che comporta una modificazione del naso nelle sue principali strutture, ovvero: ossa nasalisetto nasale e le cartilagini.

Le motivazioni per prendere in considerazione l’intervento di rinoplastica sono svariate: possono riguardare anomalie nasali congenite  (ad es. la gobba nasale, la punta rivolta verso il basso, narici molto dilatate) o anomalie di origine traumatica causate da un incidente o da un forte impatto nella regione nasale che abbia comportato la rottura del setto.

Va detto che oltre al problema di natura estetica si possono sommare disagi di natura funzionale, quali:

  • deviazione del setto nasale,
  • turbinati  ipertrofici
  • disagi di natura psicologica, che possono portare alcuni soggetti ad una compromissione della socialità.

PRIMA VISITA CON IL CHIRURGO PLASTICO

Durante la visita  preoperatoria, il chirurgo plastico valuterà in prima analisi le strutture anatomiche del naso e la funzionalità nella respirazione. Successivamente studierà il piano di intervento tenendo conto di tutti i criteri di valutazione in base alle  problematiche da affrontare e risolvere.

intervento al naso funzionale uomoIl chirurgo plastico valuterà, dopo un attento esame, il tipo di tecnica da eseguire, se operare con una rinoplastica tradizionale (con incisioni interne attraverso le narici) o con la tecnica open rinoplasty (incisioni con accesso diretto, con ribaltamento della cute incidendo la base della punta del naso).  Le cicatrici della rinoplastica sono irrisorie e resteranno ben nascoste, non comportando problemi estetici nel post-operatorio.

Durante la visita pre-operatoria, inoltre, il chirurgo plastico valuterà lo stato di salute generale del paziente e prescriverà esami di laboratorio ed esami strumentali specifici.

Se il paziente risulterà  idoneo all’intervento di rinoplastica si stabilirà una data e si darà seguito all’intervento di chirurgia plastica.

Nel caso il paziente fosse una donna si consiglierà di non effettuare l’intervento durante il periodo mestruale per evitare un maggior sanguinamento intra e post operatorio. Nel caso di un paziente uomo non ci sono accorgimenti particolari oltre le indicazioni di routine che darà il chirurgo plastico.

RINOPLASTICA: IL POST-OPERATORIO

Nel post rinoplastica verranno applicati dei tamponi che verranno rimossi dopo 24/48 ore, mentre il gessetto/tutore protettivo applicato sul dorso del naso, verrà rimosso dopo un periodo di circa 7 giorni.

Il paziente potrà tornare alle attività lavorative dopo 3/5, giorni. Il periodo può variare in base al tipo di professione svolta dal paziente. Durante la visita di controllo post-operatoria, il chirurgo plastico valuterà se sarà necessario far effettuare un linfodrenaggio del viso per aiutare a far defluire l’edema della regione sotto orbitaria.

Raccomandiamo di rivolgersi esclusivamente ad un chirurgo plastico dalla comprovata professionalità, che valuterà e concerterà dei collaboratori fidati per seguire il paziente nella fase del post-operatorio con  un programma mirato e personalizzato.

RINOPLASTICA: I BENEFICI

Il/la paziente beneficerà di un armonia nel profilo del volto e, nel caso di  pregressi malfunzionamenti, potrà godere di una ritrovata funzionalità respiratoria. I benefici sul piano psicologico sono legati al vedersi finalmente senza il difetto che rendeva difficile il confronto con gli altri.

Per motivi di serietà il costo della rinoplastica dovrebbe esse stabilito dopo un accurata visita con il chirurgo plastico.

 


Crediti immagini: valuavitaly, wirestock

Biostimolazione della pelle: di cosa si tratta?

La Biostimolazione, o biorivitalizzazione, è un trattamento di medicina estetica che deve essere eseguito da un professionista del settore. La biostimolazione è un trattamento iniettivo, ovvero prevede l’inoculazione di prodotti specifici allo scopo di favorire la rigenerazione dei componenti cellulari ed extracellulari a livello dermico, con conseguente miglioramento dei tessuti.

L’obiettivo di questo trattamento di medicina estetica è quello di incrementare l‘elasticità della pelle, l’idratazione dei tessuti trattati, migliorare il tono cutaneo e rigenerare la pelle, la quale risulterà più fresca, luminosa e tonica.

QUALI SOSTANZE FANNO BENE ALLA NOSTRA PELLE? 

I prodotti biostimolanti sono spesso a base di aminoacidi, vitamine antiossidanti (A,C,E), polinucleotidi, acido ialuronico, oligoelementi. Tali sostanze nutrienti, idratanti e rigeneranti, vengono iniettate nella pelle per stimolare la matrice dermica al fine di favorire la produzione di collagene ed elastina, migliorandone la qualità e la quantità.

I polinucleotidi e le vitamine antiossidanti sono utilizzati per favorire la rigenerazione dei tessuti in caso di danni al DNA causati dai radicali liberi o dai danni da esposizione solare. I polinucleotidi si sono dimostrati efficaci nell’incrementare la sintesi dei fattori di crescita migliorando cosi l’ossigenazione e l’apporto dei nutrienti nei tessuti.

In caso di pelle particolarmente danneggiata e fortemente disidratata dal sole e/o stressata dal fumo di sigaretta, il chirurgo estetico potrà prendere in considerazione l’utilizzo di un gel biostimolante a base di acido ialuronico ad effetto hidrobalance, con lo scopo di richiamare acqua nel derma profondo e riportare, seduta dopo seduta, i tessuti ad un giusto equilibrio idrico con un conseguente miglioramento dell’idratazione e del turgore della pelle.

PER CHI E’ INDICATA LA BIOSTIMOLAZIONE?

BiostimolazioneLa biostimolazione non aumenta i volumi ma migliora la compattezza della pelle e la sua elasticità ed è pertanto indicata a tutti quei soggetti, uomini e donne, che non vogliono stravolgere il loro corpo o il loro viso, ma che desiderano migliorarne l’estetica e la qualità, il che si traduce in un aspetto curato e una pelle più bella e più sana. Rappresenta pertanto una tecnica che va considerata anche in ottica di estetica maschile e non solo femminile.

La biostimolazione pertanto è indicata per:

  • Ringiovanire viso/collo/décolleté
  • Rassodare l’interno delle braccia e delle cosce
  • Trattare danni cutanei e invecchiamento da intensa esposizione solare
  • Migliorare la texture cutanea in caso di pelle disidratata e avvizzita
  • Supportare trattamenti di medicina estetica come, ad esempio: peeling, laser, needling
  • Preparare i tessuti ad interventi di chirurgia plastica
  • Mantenere e supportare i tessuti nel post-operatorio (es. lifting al viso, lifting delle cosce, brachioplastica)

I benefici della biostimolazione per la pelle sono davvero molti, ricordiamo però l’importanza di mantenere un sano stile di vita attraverso una corretta alimentazione, bere i giusti quantitativi di acqua, evitare il sole nelle ore più calde, proteggere sempre la pelle con un adeguato prodotto solare, evitare il fumo. Raccomandiamo inoltre di adoperare prodotti specifici per la cura della pelle, creme e/o sieri da applicare mattina e sera, adatti al proprio tipo di pelle che tengano conto delle specifiche necessità.

Il piano terapeutico riguardo al numero di sedute e alla loro frequenza verrà stabilito dal chirurgo estetico, il quale valuterà inoltre il tipo di biostimolazione più adatta alle esigenze del singolo paziente.

Verrà infine studiata una terapia domiciliare personalizzata  per supportare i benefici della biostimolazione.

 


Crediti immagini: halayalex, master1305

 

Carbossiterapia: di cosa si tratta?

L’utilizzo dell’anidrite carbonica risale al lontano 1935, quando presso la stazione termale di Royat, in Francia, molti pazienti si sottoponevano a trattamenti basati sull’uso di questo gas. Già allora era stato riscontrato l’effetto benefico del CO2 nel contrastare disturbi vascolari di diversa natura.

Il termine carbossiterapia fu introdotto successivamente, nel 1995, in occasione del XVI congresso nazionale di medicina estetica. Da allora questa metodica si è diffusa in diverse parti del mondo e viene praticata con successo per affrontare diverse problematiche o inestetismi.

CARBOSSITERAPIA: IN COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO?

La carbossiterapia è un trattamento di medicina estetica. La seduta si svolge attraverso l’erogazione dell’anidrite carbonica (CO2) nel tessuto sottocutaneo, a livello del derma o dell’ipoderma. Questo avviene mediante un piccolo e sottilissimo ago sterile monouso, che è collegato ad un apposito macchinario che eroga CO2. La velocità e la quantità di CO2 erogata verrà stabilita dal chirurgo estetico in base alle caratteristiche della zona e dal tipo di problematica da trattare.

La carbossiterapia è estremamente efficace e sicura. La seduta di norma è ben tollerata, ma i pazienti più sensibili potrebbero avvertire un leggero bruciore o fastidio nel punto in cui viene inoculato il gas. Nei  soggetti con fragilità capillare potrebbe comparire qualche piccola ecchimosi (livido) nei giorni successivi alla seduta, ma i benefici del trattamento superano di gran lunga questi piccoli fastidi transitori. La carbossiterapia non comporta rischio di embolie né reazioni allergiche.

CAMPI D’AZIONE DELLA CARBOSSITERAPIA

La carbossiterapia è attiva sul microcircolo: riapre i capillari chiusi e riattiva quelli malfunzionanti. Aumentando le percentuali di ossigeno a livello dei tessuti, migliora problematiche quali:

  • cattiva circolazione,
  • insufficienza venosa,
  • insufficienza linfatica,
  • gambe gonfie,
  • ulcere varicose e ulcere di varia natura,
  • cellulite,
  • adiposità, 
  • sindrome delle gambe senza riposo,
  • linfedema,
  • fenomeno di Raynaud,
  • dark circle (occhiaie).

La carbossiterapia e la pelle

Sottoponendo la pelle a trattamenti basati sulla CO2 si è riscontrato un miglioramento dell’ossigenazione dei tessuti , un incremento dell’elasticità cutanea, un ringiovanimento complessivo dell’area e la tonificazione dei tessuti trattati. Si è riscontrato un miglioramento nelle zone colpite da smagliature, cicatrici. La carbossiterapia viene utilizzata anche in dermatologia in caso di psoriasi e alopecia.

 Carbossiterapia e adiposità

La carbossiterapia è efficace anche a livello del tessuto adiposo, sia per l’effetto lipoclasico, grazie alla rottura delle membrane delle cellule adipose, sia per l’aumento della lipolisi legata all’aumento dell’ossigenazione della zona trattata. Ne consegue una riduzione dell’adiposità localizzata.

La carbossiterapia nel pre-operatorio e nel post-operatorio

Carbossiterapia trattamento esteticoLa carbossiterapia si è dimostrata un utile supporto nel pre-operatorio e nel post-operatorio in quei soggetti con tessuti lassi e ipotonici. Prima delle liposuzioni risulta utile nel preparare la zona allo scollamento, mentre nel periodo del post-operatorio contribuisce alla rigenerazione dei tessuti e al modellamento di eventuali piccole irregolarità cutanee dovute a quadri cellulitici sclerotizzati.

La carbossiterapia è una metodica che ben si abbina al body contouring nel definire i contorni del corpo. Dopo il lifting del viso, il lifting delle cosce e il lifting delle braccia, contribuisce al mantenimento e alla rigenerazione dei tessuti.

Carbossiterapia: costi e considerazioni conclusive

Come abbiamo visto, la carbossiterapia è un trattamento con svariati effetti benefici. Il numero delle sedute e la loro frequenza verranno stabilite durante una visita accurata con il chirurgo plastico che, in base alle problematiche del paziente, studierà la strategia più efficace.

Il costo della carbossiterapia sarà valutato dal chirurgo plastico in funzione della zona da trattare e dall’entità del problema.

 


Crediti immagini: valuavitaly

Chirurgia e Medicina estetica al maschile

La bellezza e la cura estetica non sono più un esclusiva femminile. Sempre più uomini rivolgono la loro attenzione alla ricerca del benessere psicofisico anche attraverso le cure estetiche. Oggi ci sono i mezzi per mantenere il più a lungo possibile la giovinezza, per affrontare al meglio i cambiamenti dovuti all’inevitabile passare del tempo.

La ricerca della qualità è un fattore determinante per intraprendere con consapevolezza la cura della propria persona. Nell’ultimo decennio il mondo maschile si sta avvicinando sempre più alla chirurgia plastica e alla medicina estetica.

Chirurgia plastica per gli uomini

L’uomo di oggi, infatti, beneficia dei più avanzati mezzi e tecniche per apparire sempre più fresco, giovane e curato. Tra gli interventi di chirurgia plastica più comuni troviamo:

Questi interventi sono sempre più richiesti dal pubblico maschile che si rivolge alla chirurgia estetica. Inoltre, grazie ai passi avanti condotti nelle tecniche chirurgiche, anche gli esiti cicatriziali risultano essere gestibili in modo corretto come mai prima d’ora.

 

Cosa può fare la medicina estetica per gli uomini

Anche la medicina estetica offre svariate soluzioni per migliorare l’immagine dell’uomo moderno, come:

  • il filler di acido ialuronico per riempire rughe o definire e rimpolpare labbra e zigomi,
  • piccole correzioni del naso (rinofiller),
  • botulino per un aspetto più disteso,
  • filler idrossiapatite di calcio per il rimodellamento del mento e la regione mandibolare e zigomi,
  • biostimolazione con acido ialuronico, vitamine, minerali, aminoacidi, polinucleotidi,
  • peeling personalizzati,
  • PRX T33.

Studiando dei trattamenti mirati e personalizzati atti a mantenere curato sia viso che corpo, la medicina estetica affianca la chirurgia plastica e la chirurgia estetica e ricostruttiva al fine di curare a 360° ogni esigenza.

Raccomandiamo di rivolgersi sempre a un chirurgo plastico altamente qualificato per essere guidati e consigliati al meglio.

 


Crediti immagine: Andrea Piacquadio

Lifting del viso, non è solo una questione di pelle

Accompagnare il naturale invecchiamento adattandosi all’anatomia di ogni individuo è il compito che spetta a ogni serio professionista della chirurgia estetica.

Tra gli interventi principali legati al ringiovanimento del viso il lifting è sicuramente la procedura più nota. E proprio nel lifting emerge la capacità del chirurgo plastico esperto che sapientemente la rende una procedura duttile e adattabile all’anatomia di ciascun paziente, perseguendo la naturalità del risultato.

Il moderno approccio al lifting non consiste più nel tentare di fermare la lancetta del tempo, bensì considera la chirurgia estetica come quel potente mezzo per poter invecchiare bene, conservando la propria bellezza e le caratteristiche personali che, pur con la maturità degli anni, possono essere esaltate e apprezzate.

 

Lifting naturale del volto: oltre la pelle

Il lifting non si limita alla sola eliminazione dell’eccedenza cutanea, ma interessa anche il sistema muscolare. L’invecchiamento cutaneo che identifichiamo nelle rughe, nei rilassamenti, nelle pliche e nelle pieghe è infatti solo in parte causato da fattori degenerativi della cute stessa. La struttura muscolare, attraverso la mimica facciale e la sua espressività, va a imprimere sulla pelle del volto alcuni segni indelebili.

Inoltre se i muscoli del nostro volto sono rilassati, pur risollevando la struttura cutanea, essi continueranno a esercitare alcuni movimenti e forze che finiranno per imprimersi nuovamente sulla pelle, con effetti non sempre gradevoli, e alle volte innaturali.

Con la procedura di lifting muscolocutaneo la pelle in eccesso viene asportata solo dopo aver riposizionato il sistema muscolo-aponeurotico sottocutaneo, e proprio grazie a questo sollevamento la correzione estetica è tale da ritardare gli effetti visibili degli anni ed evitare la formazione delle dismorfie tipiche date dal cedimento delle strutture anatomiche.

 

Un lifting naturale e personalizzato anche per gli uomini

Il lifting muscolocutaneo del volto consente di ottenere un ringiovanimento naturale e duraturo nel tempo grazie ad accorgimenti come il sollevamento muscolo-aponeurotico e una adeguata trazione cutanea. L’intervento di lifting è realizzabile sia nelle donne che negli uomini con risultati estetici naturali.

Anche la cicatrice posta davanti all’orecchio risulta essere esteticamente trascurabile, venendo disegnata in modo da creare una naturale tensione. Le particolari caratteristiche cutanee della zona consentono la quasi invisibilità delle cicatrici già nel breve periodo.

 

L’intervento di lifting del viso

Tirando le somme, ottenere un viso perfettamente levigato non è l’obiettivo di questo tipo di lifting, dato che non è detto che siano le rughe a denunciare l’età anagrafica. Ovviamente la standardizzazione della procedura è un errore da evitare con decisione, in quanto ogni volto è diverso sia nelle sue caratteristiche somatiche che tessutali. Pertanto non è possibile realizzare lo stesso intervento senza tenere conto delle particolarità del singolo individuo.

Il colloquio e la visita preliminare servono quindi a studiare il tipo d’intervento e considerare la necessità di messa in atto di più tecniche, al fine di ottenere il massimo dalla chirurgia e prolungare gli esiti del ringiovanimento ottenuto.

Proprio per prolungare e perfezionare gli esiti del rassodamento cutaneo, spesso si consiglia d’intraprendere un ciclo di sedute di radiofrequenza bipolare, per ripristinare il collagene di cui la pelle è stata privata con l’età.

 

Blefaroplastica in abbinamento al lifting del viso, per un risultato fresco e naturale

Nei casi in cui un viso presenti un marcato rilassamento cutaneo, è prevedibile che anche la zona degli occhi possa presentare eccedenze cutanee, quelle eccedenze che appesantiscono lo sguardo e invecchiano l’espressione.
La blefaroplastica, realizzata contestualmente a un lifting del viso, dona al volto intero una freschezza naturale e una nuova vivacità dello sguardo.

 

 


Crediti immagine: Freepik

Viso… “riscoperto” dopo le mascherine

Sono stati lunghi mesi questi appena trascorsi, nei quali ognuno di noi ha dovuto rivedere le proprie abitudini e scoprirne di nuove, come il dover convivere quotidianamente con le mascherine.

La pandemia ha infatti generato nuovi ritmi e nuove esigenze. Il viso coperto dalle mascherine ci ha posto la sfida di una nuova comprensione delle emozioni, lasciandole trapelare solo attraverso lo sguardo. In questo periodo, le mascherine sono diventate per molti un rifugio nel quale nascondersi, mentre per altri sono risultate essere una costrizione con la quale hanno convissuto con fatica. Il fenomeno ha colpito sia gli uomini che le donne, in modi anche differenti.

Ora che grazie alla campagna vaccinale stiamo iniziando a riprendere i nostri spazi e a riscoprire con un nuovo sapore le vecchie abitudini, il viso torna protagonista, testimone di un tempo sospeso che, però, in qualche misura ci ha segnato.

Ripartire dalla pelle

Si è evidenziato un aumento di problemi cutanei relativi all’insorgenza di acne nella zona coperta dalla mascherina, complici l’umidità, i batteri e una certa predisposizione soggettiva. Quando parliamo di cura della nostra pelle anche le vitamine non vanno sottovalutate nella loro importanza.

Utili trattamenti da considerare sono quelli di tipo sebo-normalizzante, cheratolitico e antibatterico. Trattamenti per i quali, come sempre, si consiglia un consulto con un esperto del settore per trattamenti mirati e personalizzati.

Vediamo qui di seguito alcuni validi trattamenti per la cura del viso.

 

PRX T33 (peeling chimico)

Il PRX T33 è un valido trattamento per migliorare:

  • la texture cutanea,
  • la luminosità,
  • le ipercromie,
  • le micro-rugosità,
  • gli esiti cicatriziali post-acneici,
  • il turgore del viso e del collo.

Svolge un azione biostimolante, migliorando la pelle sin dalle prime sedute. È un trattamento non invasivo e adatto a ogni stagione.

 

Radiofrequenza

La radiofrequenza è un trattamento mirato a stimolare la formazione di collagene ed elastina. Migliora la compattezza della pelle e la sua elasticità. Riduce le micro-rugosità, riattiva il turnover cellulare con conseguente miglioramento dei tessuti e della loro ossigenazione, facendoli apparire sin da subito più levigati e luminosi.

Un protocollo personalizzato, proposto da un medico estetico, renderà il piano terapeutico adatto a ogni singola esigenza.

 

Filler di acido ialuronico

Alcune delle zone del viso trattabili con i filler di acido ialuronico sono:

  • labbra,
  • solco naso-genieno,
  • zigomi,
  • contorno occhi,
  • contorno della mandibola,
  • mento,
  • piccole correzioni del profilo del naso.

I filler sono trattamenti utili per rimpolpare, rinfrescare e armonizzare il viso, e rappresentano uno degli accorgimenti per mantenere il proprio viso giovane e curato. Infatti, grazie all’acido ialuronico, sapientemente utilizzato da un medico estetico esperto, possiamo ottenere:

  • labbra più definite e rimpolpate,
  • contorno occhi più fresco,
  • solco naso-genieno meno marcato,
  • zigomi ben armonizzati.

 

Biostimolazioni di acido ialuronico

Sempre in tema di acido ialuronico, ci sono le biostimolazioni. Questi trattamenti si eseguono attraverso singole inoculazioni o tramite cannula, che il medico estetico andrà a valutare in funzione della zona d’intervento, andando anche a selezionare il tipo di prodotto più adeguato.

Il trattamento risulta essere rimpolpante in quanto l’acido ialuronico richiama acqua nei tessuti coinvolti. La zona quindi risulterà più tonica e idrata.

Il protocollo d’intervento sarà valutato in base alle esigenze del/della paziente.

 

Botulino

Un botulino ben eseguito dona al viso un aspetto naturalmente disteso e riposato. I suoi benefici si possono apprezzare in breve tempo.

Tuttavia, per alcuni il botulino risulta essere un trattamento un po’ temuto, ciò a causa degli effetti innaturali o eccessivi che medici non esperti hanno prodotto in alcuni pazienti.

Per il trattamento botulinico, al pari di ogni altra metodologia di medicina estetica e di chirurgia plastica, raccomandiamo sempre di rivolgersi solo a esperti qualificati, di comprovata esperienza e affidabilità.

 

 


Crediti immagine: SvetlanaSokolova

Acido mandelico, un alleato anche per i mesi estivi

L’acido mandelico è un prezioso alleato per la pelle, comunemente estratto dalle mandorle amare, facente parte della famiglia degli alfaidrossiacidi (A.H.A.). Sono noti i numerosi effetti positivi per la pelle, che rendono l’acido mandelico un valido strumento contro rughe, acne, punti neri e imperfezioni cutanee.

 

Acido mandelico per il viso

L’acido mandelico è amato per le sue proprietà purificanti e anti-aging, e viene comunemente utilizzato come:

  • peelig per illuminare l’incarnato,
  • antiossidante,
  • trattamento di esiti cicatriziali post acne,
  • schiarente delle macchie cutanee,
  • trattamento di rughe sottili.

Inoltre per la sua azione antibatterica e sebonormalizzante è utilizzato anche per trattare acne e rosacea. In commercio si trova a dosaggi medio bassi, ma nelle sedute estetiche professionali si utilizzano misure più elevate, che variano a seconda del problema da trattare e delle caratteristiche specifiche della pelle.

 

Peeling e acido mandelico

Molti nostri lettori e lettrici sanno che l’acido mandelico è spesso associato al peeling. Alle sue straordinarie proprietà esfolianti si aggiunge un notevole vantaggio, in quanto non ha effetti foto-sensibilizzanti, il che vuol dire che può quindi essere utilizzato tutto l’anno, anche in piena estate.

Rispetto all’acido piruvico (alfa-chetoacido) e all’acido glicolico, utilizzati sempre per la loro capacità esfoliante, l’acido mandelico svolge un azione più delicata, motivo per cui è indicato anche per le pelli più sensibili, esfoliando solo gli strati superficiali.

 

Acido mandelico, accorgimenti e controindicazioni

Come detto poco sopra l’acido mandelico svolge un’azione esfoliante più delicata rispetto ad altri alfa-idrossiacidi. Ma va rammentato che non si può escludere del tutto la comparsa di effetti indesiderati, soprattutto per chi ha una pelle particolarmente sensibile. Arrossamenti, bruciore e lieve irritazione cutanea sono comunque esiti possibili, anche se tendono a risolversi in maniera spontanea e senza conseguenze.

Pertanto, attenzione: se avete una pelle particolarmente sensibile e reattiva, consultate sempre prima un esperto.

Rispetto all’esposizione al sole, ricordiamo però di applicare sempre una protezione solare adeguata. L’acido mandelico può essere associato in ambito domiciliare a trattamenti giorno/notte. In medicina estetica i professionisti si riservano di fornire terapie personalizzate alle pazienti in cura.

 


Crediti immagine: master1305