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Ginecomastia intervento: anestesia e operazione

Ginecomastia intervento: oggi vedremo come viene effettuata l’anestesia preparatoria e l’operazione.

Ginecomastia intervento: l’anestesia

A prima vista potrebbe sembrare che un intervento di grandi proporzioni come quello inerente alla ginecomastia, si svolga esclusivamente in anestesia generale. Questo, in realtà, avviene soltanto se il medico chirurgo è costretto a operare anche con un  rimodellamento totale della zona mammaria e addominale. In questo caso, si preferirà dunque operare dopo aver sedato il paziente in via generale.

Se però la zona da operare non è così vasta ma, al contrario, si prospetta circoscritta a una piccola zona, si opterà per un’anestesia locale. Nella chirurgia moderna, inoltre, è bene rammentare che l’anestesista provvederà a effettuare una sedazione utilizzando un numero notevolmente inferiore di farmaci rispetto al passato. Così facendo, quindi, si accorceranno drasticamente le tempistiche per il recupero post operatorio e il paziente potrà essere dimesso anche il giorno stesso dell’intervento.

Ginecomastia intervento: l’operazione

Veniamo adesso all’operazione chirurgica vera e propria. In cosa consiste il modus operandi del medico chirurgo? Tramite l’intervento di ginecomastia si provvederà ad asportare la ghiandola, dato che è quella che provoca l’eccessivo rigonfiamento della zona mammaria nell’uomo. Il medico chirurgo, quindi, lo farà tramite un’incisione del bordo inferiore dell’areola.ginecomastia-intervento

Una volta che si è asportata la ghiandola, però, il tessuto del paziente presenterà nella stragrande maggioranza dei casi un anomalo infossamento e delle irregolarità sparse in tutto il corpo. Il medico chirurgo, di conseguenza, dovrà operare un rimodellamento totale della cute tramite liposuzione; al termine dell’intervento nella sua forma completa, quindi, il paziente non solo non avrà più il rigonfiamento mammario ma avrà anche un risultato armonico e naturale.

In ogni caso è bene sottolineare che ogni intervento è un caso a sé. Poniamo il caso che l’area da operare sia particolarmente estesa e che il chirurgo si accorga che sia necessaria una resezione della cute. Per farlo è opportuno aspettare un secondo momento, dato che se lo facesse seduta stante rischierebbe di accentuare e peggiorare la guarigione dei tessuti: la ferita potrebbe, ad esempio, pericolosamente allargarsi, oppure  la cute potrebbe  soffrire  ed andare incontro a fenomeni di necrosi.  Per non correre questi rischi,  l’asportazione cutanea attorno l’areola avverrà in un secondo momento.