Domanda
Gentile dottore,
vorrei sottopormi a mastoplastica additiva ma sono molto confura riguardo il tipo di protesi, la loggia, ecc. Io ho una prima scarsa e vorrei il seno più grande.
Grazie
Risposta
Gentile signora, come lei saprà, la
mastoplastica additiva corregge il problema relativo alla
ipoplasia della ghiandola mammaria. Esistono diverse situazioni
cliniche ognuna delle quali abbisogna di una procedura adeguata.
Ciò che è molto importante è che la protesi abbia una sufficiente
"copertura" da parte dei tessuti (ghiandola, grasso, muscolo),
in modo da essere meno visibile e palpabile. In presenza di
una buona copertura ghiandolare, io preferisco la loggia sottoghiandolare,
lievemente meno invasiva. Quando costretti per necessità,
ovvero in assenza di spessore adeguato, la protesi "deve"
essere collocata sotto il muscolo, completamente o parzialmente
(dual-plane). L'attività agonistica rappresenta un certo limite
al posizionamento sottomuscolare, in quanto la protesi sarà
sempre sollecitata ogniqualvolta lei praticherà sport. La
soluzione in questi casi è il posizionamento in loggia sottomuscolare
o mista di protesi non troppo grandi. Rispetto alla tipologia
degli impianti, le protesi rotonde sono più tollerate a seguito
di attività sportiva, non andando incontro a rotazione, inconveniente
non raro nella protesi anatomiche soprattutto se alte.
Saluti
Dr. Claudio Bernardi
Domanda
Ho letto della possibilità di aumentare il seno con il lipofiling cioè con il proprio grasso. Potrei farlo anch’io visto che ce ne ho molto da prendere.
Grazie
Risposta
Gentile signora, il lipofilling è una
metodica chirurgica che prevede il riempimento con del grasso
proprio. Il grasso vene prelevato in aree donatrici, preparato
opportunamente ed infiltrato per riempire solchi, modellare
superfici, aumentare le proiezioni. Il grasso va incontro
nel tempo a processi di riassorbimento variabile e questo
comporta che spesso una sola applicazione può non essere sufficiente
a risolvere una determinata situazione clinica. Da alcuni
anni la metodica viene proposta anche per aumentare le mammelle,
infiltrando grandi quantità di grasso all’interno dei tessuti
mammari. Esiste però un problema che allo stato attuale è
ancora molto dibattuto. Durante il processo di riassorbimento,
il grasso infiltrato va incontro a processi degenerativi che
precedono il riassorbimento e che residuano con la formazione
di microcalcificazioni di dimensione e sedi variabili. La
presenza di microcalcificazioni, radiologicamente visibili
alla mammografia, è associate a tumori mammari, ovvero quando
il radiologo vede delle microcalcificazioni all’interno della
ghiandola mammaria, pone fortemente il sospetto di tumore
del seno. Il dilemma quindi è proprio questo, ovvero la confusione
radiologica data dall’analogia delle microcalcificazioni sia
conseguenti al lipofilling che associate a tumore. Per questo
motivo, mentre il lipofilling lo usiamo praticamente in tutte
le regioni del corpo ivi comprese aree di contorno esternamente
alla mammella si impone un’atteggiamento prudente nei confronti
del lipofilling per aumento mammario, in attesa di miglioramenti
diagnostici che ci possano fornire diagnosi certe. Saluti
Dr. Claudio Bernardi
Domanda:
gentile prof,
prima di imbarcarmi in qualsiasi iniziativa che magari non
posso permettermi economicamente vorrei sapere quale è
il prezzo che minimo devo aspettarmi per una mentoplastica
additiva, o forse più correttamente quale è
la forbice dei costi che lei pratica per un simil intervento.
grazie
Risposta:
Gentile giovane,i costi come
può ben comprendere sono variabil in base ad alcune
variabili. Se l'intervento può essere eseguito in ambulatorio
il costo si aggira sui 3000 euro.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
Domanda
Dott. Bernardi,
Mi chiamo Susanna Sintini ho 31 anni e sono mamma di un bel
bimbo di 10 mesi.
Questo è il mio problema:
Io ho sempre avuto un seno abbastanza grande, oscillo tra
una 3° abbondante ed una 4°, ma anche come conformazione
fisica sono una di quelle ragazze che ha sempre avuto la tendenza
ad
ingrassare e a sottoporsi di conseguenza a drastiche diete.
Il seno ovviamente ne ha risentito in primis, infatti sono
iniziate a comparire smagliature seppur non troppo evidenti
e la tonicità è venuta piano piano a mancare.
Il reggiseno da questo punto di vista mi aiuta molto usando
solo ed esclusivamente quelli con il ferretto che lo sostengono,
e poi la gravidanza purtroppo gli ha dato il tocco finale.
Durante i primi mesi il seno aumentava non solo di volume
ma anche di tonicità ed ero arrivata a fine gravidanza
a portare una 6° ma con addosso quasi 20kg in più...
(sono alta 1.58 cm)dopo il parto purtroppo non ho avuto la
giusta montata lattea e dopo un paio di settimane ho interrotto
l'allattamento e ho iniziato a mettermi a dieta. Ora che sono
ritornata al mio peso forma mi preoccupo del mio seno che
è tornato come prima ma un pò più cadente
e svuotato. Per farla breve non mi piaccio...a 31 anni non
voglio avere un seno così, mi piacerebbe che fosse
sempre come quando indosso il reggiseno.
Proprio per questo motivo sono andata tramite internet alla
ricerca di informazioni per saperne qualcosa in più
su un intervento chiamato mastopessi, ed è così
che ho trovato il Suo sito e ho deciso di scriverle.
Da come avrà capito vorrei fissare con Lei una visita
per avere maggiori spiegazioni/ informazioni sull'intervento,
sulle cicatrici che rimangono e sulla degenza in quanto non
posso assentarmi per troppo tempo dal lavoro.La ringrazio
anticipatamente per una Sua cortese risposta.
Saluti
S.S.
Risposta
Gentile Signora,
se in effetti il tessuto ghiandolare è presente in
quantità adeguata è possibile rimodellarlo anche
senza l'inserimento di protesi, anche se molto spesso, un
impianto protesico magari anche di piccoli volumi, migliora
sensibilmente la tonicità della mammella e richiede
una minor asportazione di cute e quindi cicatrici più
corte. Come già mi scrive, è opportuno incontrarci
per studiare il caso e per spiegare tutto in dettaglio.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
Domanda
Gent. Dr. Bernardi,
Sono una donna di 44 anni e vorrei avvicinarmi ad un intervento
di mastopessi perchè dopo un prolungato allattamento
ho visto ridursi drasticamente la tonicità del mio
seno.
Non sono interessata all'inserimento di protesi,pur avendo
letto che probabilmente la taglia del seno,che attualmente
è la terza,potrebbe ridursi.
Un altro aspetto per me importante è l'anestesia e
vorrei sapere se può essere locale,in quanto sono reduce
da una generale per il mio parto cesareo,della quale conservo
un pessimo ricordo.
Gradirei anche conoscere i costi dell'intervento e il modo
di procedere con gli accertamenti necessari,visto che per
motivi di lavoro ho pochissimi tempi di disponibilità.
Grazie e cordiali saluti
M.L.M.i
Risposta
Gentile Signora,
se in effetti il tessuto ghiandolare è presente in
quantità adeguata è possibile rimodellarlo anche
senza l'inserimento di protesi.
Rispetto all'anestesia, consideri che passo spesso molto tempo
a spiegare ai miei pazienti la differenza tra l'anestesia
che si esegue per i nostri interventi (che sono interventi
di superfice) e quella per altre operazioni che si addentrano
in profondità (tra cui quella per parto cesareo). Si
può anche eseguire un'anestesia locale associata ad
una sedazione ma la mia esperienza in passato mi ha convinto
che quella migliore rimane tutt'oggi un'anestesia generale,
leggera e superficiale ma generale.
Distinti saluti
Dott. Claudio Bernardi
Domanda
Gentile dottore,
vorrei sottopormi a mastoplastica additiva ma sono molto confura
riguardo il tipo di protesi, la loggia, ecc. Io ho una prima
scarsa e vorrei il seno più grande….
Grazie
Risposta
Gentile signora,
come lei saprà, la mastoplastica additiva corregge
il problema relativo alla ipoplasia della ghiandola mammaria.
Esistono diverse situazioni cliniche ognuna delle quali abbisogna
di una procedura adeguata. Ciò che è molto importante
è che la protesi abbia una sufficiente "copertura"
da parte dei tessuti (ghiandola, grasso, muscolo), in modo
da essere meno visibile e palpabile. In presenza di una buona
copertura ghiandolare, io preferisco la loggia sottoghiandolare,
lievemente meno invasiva. Quando costretti per necessità,
ovvero in assenza di spessore adeguato, la protesi "deve"
essere collocata sotto il muscolo, completamente o parzialmente
(dual-plane). L'attività agonistica rappresenta un
certo limite al posizionamento sottomuscolare, in quanto la
protesi sarà sempre sollecitata ogniqualvolta lei praticherà
sport. La soluzione in questi casi è il posizionamento
in loggia sottomuscolare o mista di protesi non troppo grandi.
Rispetto alla tipologia degli impianti, le protesi rotonde
sono più tollerate a seguito di attività sportiva,
non andando incontro a rotazione, inconveniente non raro nella
protesi anatomiche soprattutto se alte.
Saluti
Dr. Claudio Bernardi
Domanda
Ho letto della possibilità
di aumentare il seno con il lipofiling cioè con il
proprio grasso. Potrei farlo anch’io visto che ce ne
ho molto da prendere….
Grazie
Risposta
Gentile signora,
il lipofilling è una metodica chirurgica che prevede
il riempimento con del grasso proprio. Il grasso vene prelevato
in aree donatrici, preparato opportunamente ed infiltrato
per riempire solchi, modellare superfici, aumentare le proiezioni.
Il grasso va incontro nel tempo a processi di riassorbimento
variabile e questo comporta che spesso una sola applicazione
può non essere sufficiente a risolvere una determinata
situazione clinica. Da alcuni anni la metodica viene proposta
anche per aumentare le mammelle, infiltrando grandi quantità
di grasso all’interno dei tessuti mammari. Esiste però
un problema che allo stato attuale è ancora molto dibattuto.
Durante il processo di riassorbimento, il grasso infiltrato
va incontro a processi degenerativi che precedono il riassorbimento
e che residuano con la formazione di microcalcificazioni di
dimensione e sedi variabili. La presenza di microcalcificazioni,
radiologicamente visibili alla mammografia, è associate
a tumori mammari, ovvero quando il radiologo vede delle microcalcificazioni
all’interno della ghiandola mammaria, pone fortemente
il sospetto di tumore del seno. Il dilemma quindi è
proprio questo, ovvero la confusione radiologica data dall’analogia
delle microcalcificazioni sia conseguenti al lipofilling che
associate a tumore. Per questo motivo, mentre il lipofilling
lo usiamo praticamente in tutte le regioni del corpo ivi comprese
aree di contorno esternamente alla mammella si impone un’atteggiamento
prudente nei confronti del lipofilling per aumento mammario,
in attesa di miglioramenti diagnostici che ci possano fornire
diagnosi certe.
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