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Chi fu Sebastian Kneipp – seconda parte

Approfondiamo la seconda e decisiva parte della vita dell’abate Sebastian Kneipp, il religioso che rivoluzionò il mondo del benessere con la sua idroterapia.

Sebastian Kneipp a Wörishofen

La vera svolta per Sebastian Kneipp ci fu quando giunse in qualità di frate confessore nel convento delle suore domenicane a Wörishofen. Qui riuscì in poco tempo a trasformare la struttura dello stabile da piccola agricoltura di sussistenza a una vera e propria azienda, in cui fece confluire tutte quelle persone che volevano farsi curare con l’idroterapia.

È proprio qui che i famosi trattamenti iniziano a prendere piede, grazie a un afflusso sempre maggiore di persone ricche (ma anche benestanti) dal 1855 in poi. Fondamentale per il frate confessore fu l’appoggio del dottor Merkle, deputato nel Reichstag e aperto sostenitore dell’idroterapia, il quale nel 1873 fece entrare in vigore la libertà di cura anche in Baviera.

Questo spianò la strada a Sebastian Kneipp che vide affluire un numero sempre maggiore di persone, destinato a crescere di anno in anno. Nel 1889 il convento di Wörishofen poteva contare la bellezza di 4.000 ospiti, numero che aumentò l’anno seguente, arrivando a 6.000. Il consenso dell’abate era destinato a crescere sempre di più.sebastian-kneipp

Parallelamente la popolarità di Sebastian Kneipp divenne ancor più evidente grazie alla pubblicazione di due libri di testo destinati a mettere per iscritto la sua idea di cura: “La mia idroterapia” del 1886 e “Così dovete vivere!” del 1889. Il primo dei due fu la sua opera maggiore, dato che spiegava per filo e per segno quale era il suo concetto di cura e come il paziente doveva sottoporsi all’idroterapia.

Nel 1890 il convento delle suore domenicane si trasformò in una vera e propria stazione termale, anche se questo provocò non pochi attriti con la fascia più conservatrice della comunità. Il sindaco Birk decise di presentare le proprie dimissioni dalla qualità di sindaco perché era fortemente contrario alla trasformazione del convento in stazione termale.

Nonostante questo, comunque, Sebastian Kneipp non si fece intimorire e proseguì il suo progetto ambizioso. Decretò che l’opera (visto il successo clamoroso) dovesse andare avanti, senza però dimenticare i fondamentali presupposti cristiani. Fu infatti emesso l’obbligo di curare gli orfani e gli indigenti in maniera del tutto gratuita.